Rovatinsky e Alberto Petrò in mostra al Mo.Ca
Fino al 24 maggio i i due artisti bresciani espongono in due spazi separati e distinti altrettante visioni dello spazio urbano in cui viviamo
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Rovatinsky e Alberto Petrò in mostra al Mo.Ca
di Ilaria BignottiFino al 24 maggio i i due artisti bresciani espongono in due spazi separati e distinti altrettante visioni dello spazio urbano in cui viviamo
Due artisti bresciani hanno scelto il Mo.Ca per esporre in due mostre distinte, una nelle Sale Neoclassiche a piano terra – Rovatinsky – e una nello Spazio espositivo al primo piano – Alberto Petrò – le loro opere che, per il tema di riferimento, pongono in luce la complessità e le contraddizioni, la bellezza e l’imperfezione vitale della Città, con particolare attenzione a quella in cui i due artisti vivono e hanno lo studio.
Rovatinsky è un nome noto per i suoi piccoli e grandi mosaici urbani formati da tasselli quadrati che punteggiano muri e strade della Città di Brescia, con soggetti giocosi e iconici: Mosaic is a Concept, così si intitola la mostra, vuole però dire che oltre all’aspetto divertente vi è uno sguardo attento a intercettare dove la Città ha fame di bellezza, dove è necessario donare uno sguardo di gioia. In mostra, sala dopo sala, Rovatinsky ha esposto i suoi primissimi lavori, come in una sorta di antologica, ha trasformato un ambiente in un luogo goloso che profuma di cacao e dove i suoi lavori rimandano a varie tavolette di cioccolato, e ha dedicato una sala intera alla musica. Grazie a un Qrcode, il pubblico può anche accedere a una mappa digitale dove vedrà tutti i luoghi, in Brescia ma anche in Italia e all’estero, dove si trovano le invasioni musive di Rovatinsky. Il 16 maggio alle 16 l’artista propone al pubblico una visita guidata gratuita per la Città di Brescia volta a trovare i suoi mosaici, partendo da Mo.Ca.
Ha concepito la mostra come un mosaico concettuale di scatti fotografici solerti e unici nel loro genere Alberto Petrò, sollecitato dal dialogo curatoriale con Carlo Sala e dallo scambio filosofico con Marcello Barison. Il progetto, intitolato Urban Marginalia, trae il nome dai marginalia dei manoscritti medievali: figure e annotazioni che abitavano i margini delle pagine, zone apparentemente secondarie ma spesso cariche di invenzione e libertà figurativa. Trasponendo questa idea nello spazio urbano, Petrò rivolge il proprio sguardo verso ciò che normalmente sfugge all’attenzione: interruzioni, anomalie, accostamenti inattesi e segni di trasformazione presenti nel tessuto della città. L’esposizione è un raffinato percorso nella fotografia di ricerca, volta a indagare oltre la modalità condizionata e instagrammabile del vedere, per scoprire nella città e nelle sue pieghe segni e tracce nascosti di una imperfezione vitale: cuscini esposti all’aria da una finestra, panni attoricigliati al sole, oggetti abbandonati al ciglio di uno slargo….presenze vive di storie personali e anonime che lottano per restare visibili contro il mediatico e affamato bombardamento di immagini patinate. La mostra è tratta dall’omonimo volume Urban Marginalia, pubblicato da Rubbettino editore nel 2026, che raccoglie le immagini di Alberto Petrò accompagnate dal testo Aftercity di Marcello Barison. Il libro non si limita a documentare il progetto fotografico, ma ne costituisce una vera e propria estensione teorica e narrativa.
L’esposizione si arricchisce anche di una installazione dal titolo Soundscapes di Alessandro Mombelli: un progetto musicale che fa da colonna sonora ambientale. I paesaggi sonori rallentano il tempo di fruizione delle fotografie invitando ad un’esperienza contemplativa. Ilaria Bignotti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Vai a tutte le notizie di Brescia
Iscriviti alla newsletter di Corriere Brescia
8 maggio 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Furto nei cantieri Tav, i carabinieri recuperano 600 chili di rame
Arrestate sei persone, quattro sono operai della ditta che stava lavorando sulla Brescia-Verona
LA PRIMA PAGINA DI OGGI