Valditara: «In Italia l'abbandono scolastico è sotto la media Ue»
Corriere della Sera - Cultura

Valditara: «In Italia l'abbandono scolastico è sotto la media Ue»

Giovedì 7 maggio 2026
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La replica del ministro dell'Istruzione e del Merito: «Abbiamo tenuto a bordo mezzo milione in più di giovani»

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Valditara: «In Italia l'abbandono scolastico è sotto la media Ue»

di Giuseppe Valditara

La replica del ministro dell'Istruzione e del Merito: «Abbiamo tenuto a bordo mezzo milione in più di giovani»

Caro direttore, leggo con sorpresa il titolo dell’articolo di Maurizio Ferrera sul Corriere del 6 maggio: «Scuola e lavoro, fanalino di coda Ue». Ancora più inquietante il sottotitolo: «L’Europa ci bacchetta e non facciamo nulla per migliorare». Ho cercato il rapporto europeo per capire cosa fosse successo realmente dal momento che non mi risulta che la Ue ci abbia bacchettato sulle nostre politiche scolastiche, né che in campo scolastico si sia oggi i «fanalini di coda» in Europa. Orbene, né il rapporto né l’analisi di secondo livello della Commissione europea dicono nulla di tutto questo. A onor del vero a pag. 59 del rapporto viene citata positivamente una delle azioni più importanti (Agenda Sud) messa in campo in questi ultimi tre anni dal governo proprio a sostegno delle competenze di base dei nostri studenti nelle aree più svantaggiate.
Con riguardo specificamente all’unico dato negativo che Ferrera cita nel suo pezzo relativamente alla scuola, ovverosia i tassi di abbandono scolastico, cioè «il 10% dei giovani», questo è un dato vecchio, che risale al 2024 (9,8%). Sorprendentemente l’articolo non tiene conto invece delle recenti rilevazioni Istat, da alcuni giorni pubblicate anche da Eurostat, già preannunciate lo scorso anno da Invalsi: nel 2025 l’abbandono scolastico in Italia è stato dell’8,2%, migliore del target del 9% fissato proprio dall’Europa per il 2030 (!).
Per la prima volta l’Italia presenta un tasso di dispersione scolastica di quasi un punto in meno rispetto alla media Ue su 27 Paesi, che è del 9,1%. A fronte dell’8,2% dell’Italia, la dispersione scolastica nel 2025 è ben più alta in Paesi che vengono di solito assunti come riferimenti virtuosi: Germania al 13,1%, in peggioramento rispetto al 2023 e al 2024, Danimarca al 10,0%, Finlandia al 9,9%, Estonia al 10,2%. Con questi numeri è difficile vedere la scuola italiana di oggi come un fanalino di coda.
I risultati italiani sono particolarmente brillanti nel Mezzogiorno se solo si considera che la Calabria ha raggiunto un tasso di dispersione pari al 6,5% (era all’11,8% nel 2023), che la colloca ai primi posti in Europa. La Campania per la prima volta è scesa sotto il 10% (9,7% per la precisione, era al 16% nel 2023), meglio dunque persino della Germania. Anche la dispersione scolastica che riguarda gli studenti stranieri è scesa rispetto al 2023: era al 26,9%, è stata nel 2025 del 26,2%. Qui occorre attendere il funzionamento delle misure messe in campo a partire dallo scorso anno scolastico.
Questi importanti risultati, che hanno portato in tre anni a «tenere a bordo» mezzo milione in più di giovani, arrivano a valle delle diverse politiche avviate da questo governo: Agenda Sud e poi Agenda Nord, decreto Caivano, l’introduzione del docente tutor con una più accentuata personalizzazione della didattica. Non è un caso che in occasione della presentazione del rapporto Ocse sullo stato della educazione nel mondo, «Education at a glance», nel settembre 2025 a Parigi, per la prima volta non sia stato invitato il ministro francese ma il ministro italiano per presentare la buona pratica di Agenda Sud come strumento di lotta contro la dispersione implicita (la inadeguatezza delle competenze) e la dispersione esplicita (l’abbandono scolastico). Agenda Sud ha infatti dimostrato di funzionare anche nei confronti della dispersione implicita.
Tutto questo per rispetto della verità dei fatti.

Giuseppe Valditara
Ministro dell'Istruzione e del Merito

I Rapporti Ue sulla convergenza sociale hanno anche lo scopo di stimolare i dibattiti nazionali. Ben vengano dunque le osservazioni del ministro Valditara. Sul tema specifico della dispersione scolastica, la scheda Paese sull’Italia dà atto dei miglioramenti e menziona Agenda Sud. Possiamo solo augurarci che questa iniziativa si riveli presto efficace anche in Sicilia e Sardegna e riguardo ai figli di genitori immigrati. Così come contiamo su Agenda Sud anche per ridurre i vistosi divari di competenze di base fra alunni del Nord e quelli del Mezzogiorno. Ricordo comunque che il mio articolo parlava anche di mercato del lavoro. In questo settore, purtroppo, restiamo davvero il fanalino d’Europa rispetto a molti importanti indicatori.
(Maurizio Ferrera)

7 maggio 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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