Beccaloggi
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di Massimo Gramellini | 7 maggio 2026I tuoi preferiti
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L’addio a Evaristo Beccalossi (nome e piedi da brasiliano, trascurato dalla Nazionale di cui oggi sarebbe titolare fisso) ha riportato a galla il monologo del comico Paolo Rossi su quella volta in cui — era il 15 settembre 1982 — l’artista nerazzurro riuscì nella non facilissima impresa di sbagliare due rigori in cinque minuti. E mica in una partita qualsiasi: una gara di coppa europea, per giunta a San Siro. Paolo Rossi è malato di Inter, ma questo non gli impedì di prendere in giro il suo mito. Anzi, rese ancora più efficace la gag, di cui Evaristo fu il primo a sorridere assieme ai tifosi, tanto da prestarsi a rifarla in uno spettacolo. Immaginate se succedesse adesso.
Sui social a Paolo Rossi darebbero come minimo del milanista. Il Beccalossi di turno gli toglierebbe il saluto e magari lo querelerebbe, mentre sua moglie o un altro parente prossimo lamenterebbe la mancanza di rispetto verso «il campione e l’uomo». Ma forse non succederebbe niente perché il comico rinuncerebbe preventivamente al monologo pur di evitare grane.
Non è che ai tempi del giovane Evaristo fossimo più tolleranti o più coraggiosi. Semplicemente c’erano due «auto» in circolazione che poi sono andate fuori mercato: l’autoironia e l’autostima. Beccalossi era talmente consapevole del suo valore da potersi permettere di scherzare sui propri errori. Oggi l’indignazione permanente, che è lo stato d’animo degli insicuri, si è portata via quelle due «auto» e ce ne ha lasciata in dotazione un’altra: l’autocensura.
La celebre gag di Paolo Rossi sui due rigori sbagliati da Beccalossi nella stessa partita
7 maggio 2026, 06:40 - modifica il 7 maggio 2026 | 06:42
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