Una democrazia da rinnovare
Corriere della Sera - Cultura

Una democrazia da rinnovare

Mercoledì 6 maggio 2026
3 visualizzazioni

Quando il potere si fa narrazione. Gli atteggiamenti del presidente Usa sono il frutto di una nuova filosofia autoritaria

Sempio intercettato in auto un anno fa secondo il Tg1: «Vidi i video di Chiara. Tentai un approccio, lei riattaccò». I legali: saprà spiegare

Una democrazia da rinnovare

Luciano Violante | 6 maggio 2026

Quando il potere si fa narrazione. Gli atteggiamenti del presidente Usa sono il frutto di una nuova filosofia autoritaria

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Le fluviali dichiarazioni del presidente Trump hanno uno scopo che travalica i contenuti. Servono a comunicare l’immagine del leader forte, che decide e fa la storia. Trump impone e revoca dazi, bombarda Caracas e rapisce il presidente del Venezuela, redige un piano per Gaza, tanto ridicolo quanto tragico, ma che trasmette comunque l’idea dell’esistenza di un progetto, bombarda l’Iran in due tempi successivi, dichiarando in entrambi i casi di avere vinto, chiude lo stretto di Hormuz, ma annuncia che intende soccorrere le petroliere rimaste bloccate, dopo l’Iran sbarcherà a Cuba, impone dazi sulle auto europee, ordina il ritiro di 5 mila uomini dalla Germania. Per Slavoi Zuizedk, filosofo sloveno che si professa marxista, Trump è un liberalfascista (Liberal Fascisms, 2026): liberale in economia e fascista in tutto il resto. La definizione non coglie i limiti della categoria del fascismo né va al fondo dei caratteri di questo nuovo autoritarismo.

Il fascismo è stato autoritarismo e violenza, ma non ogni potere autoritario e violento è fascismo. Gli atteggiamenti pubblici di Trump sono frutto di una nuova filosofia autoritaria che ha tre capisaldi. Primo: il capo è onnipotente. Suoi seguaci lo hanno paragonato al direttore d’orchestra che dirige i musicisti, i quali devono suonare seguendo alla perfezione le indicazioni del direttore. Se non lo fanno vanno licenziati perché hanno danneggiato l’orchestra e il concerto, il governo e il Paese. Paula White-Can braccio operativo del Faith Office scrive che Trump è «il più grande difensore della fede che abbiamo mai avuto» e fa un parallelo con Gesù «falsamente accusato, perseguitato e risorto».

Il secondo caposaldo è la necessità di uno stretto rapporto tra l’industria del software e il governo. Quelli che stanno pensando a «costruire qualcosa insieme», pronunciandosi per una stretta integrazione tra governo e piattaforme digitali, sono tutti fondatori, dirigenti, sostenitori di Palantir, proprietà di Peter Thiel, una delle aziende tecnologiche più influenti al mondo, specializzata in analisi dei big data di qualunque origine, in intelligenza artificiale e software per la difesa e l’intelligence. Contro il principio democratico della separazione dei poteri, l’intreccio consentirebbe al potere politico di diffondere notizie funzionali ai propri disegni e di ottenere informazioni su chiunque, amici e nemici.

Il terzo caposaldo consiste nella individuazione di un mito fondativo, che tenga unito il Paese, che sia indiscutibile e nel quale il Paese creda. Il mito fondativo è costituito dalla Bibbia. Nel Texas, in Oklahoma, nello Utah, nell’Arkansas, la Bibbia è un libro di testo per lo studio della storia e della civiltà. Thiel pensa di costituire una rete di think tank in Europa per diffondere questa dottrina e ha redatto il codice della sua filosofia in 21 principi, dall’elogio dell’hard power alla proclamazione di una nuova deterrenza fondata sull’AI. Siamo di fronte a un oscuro potere, come sono oscuri gli algoritmi che lo animano. Il passaggio dal XIX al XX Secolo, fu accompagnato da libri che hanno dato dignità a un’epoca: la Fenomenologia dello spirito, di Hegel (1807), i Principi di economia politica di Ricardo (1817), La democrazia in America di Tocqueville (1840), il primo volume del Capitale di Marx (1867), i Tre saggi sulla sessualità di Freud (1905), l’Epistolario di Lukacs (1902-1917), con lettere di Bloch, Buber, Jaspers, Weber. I temi di fondo erano il progresso dell’umanità, i diritti dell’uomo, la libertà.

Il passaggio al XXI secolo non sembra assistito da grandi pensieri. È dominato da grandi algoritmi e governato da quella comunità di ingegneri che lavorano attorno alle maggiori piattaforme GAFAM (Google, Apple, Facebook/Meta, Amazon, Microsoft) e che sono parte essenziale del circuito del nuovo autoritarismo. La pace, la democrazia, il pluralismo, il controllo del potere sono irrisi. Domina l’idea della guerra come strumento d’ordine. Si prospettano l’abbandono dell’Europa alla Russia e più stretti legami con Netanyahu.

Di fronte alla rocciosità di queste posizioni, è drammatica l’inerzia delle democrazie. Le regole che abbiamo costruito per evitare poteri assoluti appaiono oggi artifici privi di senso. La stessa democrazia rischia di essere disfunzionale. Per essere all’altezza della sfida noi stessi dobbiamo mettere in discussione questa democrazia non certo per superarla, ma per migliorarla e renderla conveniente, funzionale ai tempi e ai bisogni. Troppe volte abbiamo inseguito il giusto, dimenticando il bene; troppe volte abbiamo considerato il tempo come una variabile indipendente, mentre la velocità della vita scorreva sotto i nostri occhi. Non possiamo perdere altro tempo. Quel potere oscuro avanza e travolge.

6 maggio 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Editoriali e commenti di oggi di Massimo Franco

La voce del Papa spiazza Trump

Mercoledì 6 maggio 2026 di Luciano Violante

Una democrazia da rinnovare

Mercoledì 6 maggio 2026 di Marzio Breda

Quando in Friuli scattò l’orgoglio di fare da soli

Mercoledì 6 maggio 2026 di Danilo Taino

Vicino a Trump prendi fuoco

Mercoledì 6 maggio 2026 di Maurizio Ferrera

Scuola e lavoro, fanalini di coda Ue

Martedì 5 maggio 2026 di Enzo D'errico

Per Alex una legge, non parole

Martedì 5 maggio 2026 LEGGI TUTTI

Gli approfondimenti e gli editoriali sui principali temi di attualità, politica, economia e costume curati dalle firme più prestigiose del Corriere della Sera. Scopri opinioni e commenti sui fatti del giorno.

Le Newsletter del Corriere, ogni giorno un nuovo appuntamento con l'informazione

Riceverai direttamente via mail la selezione delle notizie più importanti scelte dalle nostre redazioni.

Iscriviti

Condividi questo articolo