Venezia, tensioni al padiglione della Russia alla Biennale: un uomo entra lanciando latte e parmigiano davanti all'ambasciatore di Mosca
Portato via dalla polizia. Forze dell'ordine schierate all'esterno: contestazioni, slogan e bandiere ucraine
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Venezia, tensioni al padiglione della Russia alla Biennale: un uomo entra lanciando latte e parmigiano davanti all'ambasciatore di Mosca
di Sara D'AscenzoPortato via dalla polizia. Forze dell'ordine schierate all'esterno: contestazioni, slogan e bandiere ucraine
Il latte versato nel padiglione e le proteste all'esterno
Momenti di paura al Padiglione della Russia alla Biennale di Venezia, che da sabato 9 maggio, giorno di apertura al pubblico della 61esima Biennale di Venezia, sarà chiuso ai visitatori. Un giovane, probabilmente israeliano nato a Mosca, si è presentato al primo piano del Padiglione della Russia con una bottiglia di latte in mano e un pezzo di Parmigiano urlando davanti all’ambasciatore russo in Italia, Aleksej Vladimirovič Paramonov. È successo mercoledì 6 maggio, alla fine dell’esibizione di un ensemble corale all'inaugurazione del Padiglione. Inizialmente l’ingresso era previsto su invito, ma poi entrava chiunque. L’uomo, dopo aver fatto irruzione brandendo il pezzo di parmigiano e la bottiglia di latte, ha detto in modo alterato: «Questo è il parmigiano». A quel punto è stato immobilizzato e portato via dalle forze dell’ordine. L’ambasciatore russo non è stato colpito dal latte mentre tutta la prima fila di pubblico sì.
Tensioni e polizia all'esterno
All’uscita dal Padiglione di nuovo proteste con due artiste ucraine che lamentavano la presenza della Russia alla Biennale e diversi scontriverbali tra cui uno con un artista che incitava invece al dialogo. Grande schieramento di polizia e manifestanti, alcuni con le bandiere ucraine, tra grida «Russia Stato terrorista» e cartelli con scritte contro Mosca. Poche ore prima era sempre il padiglione russo il bersaglio del blitz del collettivo punk Pussy Riot insieme al gruppo femminista Femen. Chitarre, seni scoperti, passamontagna e pugni alzati protagonisti della contestazione congiunta andata in scena la mattina di mercoledì con qualche centinaio di manifestanti davanti all'ingresso dello spazio espositivo di Mosca. La protesta era colorata di giallo e blu da fumogeni e bandiere ucraine. Le tensioni per il Padiglione che ancora giovedì 7 e venerdì 8 sarà aperto sono tutt’altro che finite. Fino all’8 maggio le registrazioni delle performance. Poi dal 9 il Padiglione sarà chiuso, ma alcune delle performance resteranno visibili spiando dalle finestre, che rimarranno aperte.
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6 maggio 2026
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