La Niña agli studenti della Federico II: «Roberto De Simone non è il passato, vibra nel presente»
Corriere della Sera - Cultura

La Niña agli studenti della Federico II: «Roberto De Simone non è il passato, vibra nel presente»

Mercoledì 6 maggio 2026
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Un lungo excursus sulla musica contemporanea che guarda alla tradizione per i ragazzi di Generazione CreAttiva

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La Niña agli studenti della Federico II: «Roberto De Simone non è il passato, vibra nel presente»

di Francesca Menna

Un lungo excursus sulla musica contemporanea che guarda alla tradizione per i ragazzi di Generazione CreAttiva

«Essere radicati qui a Napoli significa essere costantemente anche altrove. Basta leggere la storia per rendersi conto di quanti mondi ci sono dentro questa città», così Carola Moccia, in arte La Niña tra dli studenti della Federico II all’incontro I linguaggi della creatività nella Chiesa dei Santi Marcellino e Festo. L’artista ha dialogato con il professor Lello Savonardo, coordinatore del Corso di Laurea in Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica. L'appuntamento si inserisce nel progetto Generazione CreAttiva, finanziato dalla Regione e promosso dal Dipartimento di Scienze Sociali, che mira a rafforzare la partecipazione civica e sociale delle nuove generazioni attraverso laboratori, masterclass, attività di ricerca e momenti di confronto diretto con protagonisti della scena culturale italiana.

La Niña canta per gli studenti della Federico II

 
Interrogata sulla sua ricerca artistica e sul significato della creatività, La Niña ha detto che «aspettative e convinzioni, insieme al rifiuto di mettersi in discussione ostacolano il processo creativo». Ha discusso poi il suo rapporto con la tradizione: «Non capisco perché questa parola sia così spesso associata al passato. Per me la tradizione è movimento, è caos dell’istante, presenza». La cantautrice napoletana, da dieci anni residente nell’area flegrea, è nota per aver costruito la sua identità musicale mescolando elettronica sperimentale e ritmiche della musica tradizionale partenopea del Barocco. 


E per i testi, sempre in dialetto. «Penso, per esempio – ha proseguito La Niña - che Roberto De Simone fosse estremamente radicato nel presente, nonostante abbia attinto da moltissimi compositori del passato e del suo presente: da Stravinskij fino alle opere anonime del Quattrocento, alle villanelle, alle moresche di cui lui stesso fa menzione e che ha anche reinterpretato, soprattutto con la Nuova Compagnia di Canto Popolare. Ma tutte queste cose, secondo me, avevano una caratteristica comune: pulsavano letteralmente di presente. Ho sempre rintracciato in De Simone molta più contemporaneità che riferimenti nostalgici al passato». 


D’altra parte, ha concluso l’artista: «Noi – lei e Alfredo Maddaluno, producer e co-autore con La Niña di alcune tra le sue più celebri canzoni, ndr - non facciamo archeologia musicale ma scaviamo in noi stessi. Cerchiamo i fossili del nostro spirito».

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6 maggio 2026

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La Niña canta per gli studenti della Federico II

L'incontro sulla creatività promosso dal dipartimento di Scienze Sociali

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