«Chi t’ama te rispett’», la miscela esplosiva d'arte e neomelodica di Anna Raimondo alla Shazar Gallery
Corriere della Sera - Cultura

«Chi t’ama te rispett’», la miscela esplosiva d'arte e neomelodica di Anna Raimondo alla Shazar Gallery

Mercoledì 6 maggio 2026
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Con la performance di Nancy Coppola e Stefania Lai si apre una mostra senza precedenti il 22 maggio al centro storico di Napoli

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«Chi t’ama te rispett’», la miscela esplosiva d'arte e neomelodica di Anna Raimondo alla Shazar Gallery

di Mirko Labriola

Con la performance di Nancy Coppola e Stefania Lai si apre una mostra senza precedenti il 22 maggio al centro storico di Napoli

Venerdì 22 maggio la Shazar Gallery (via Pasquale Scura 8, Napoli) inaugura la personale di Anna Raimondo«Chi T'Ama te Rispett' (Chi ti ama ti rispetta)». Un lavoro lungo ed elaborato costruito dall'artista che vive e lavora a Bruxelles insieme alle due cantanti della scena neomelodica Nancy Coppola e Stefania Lai. Il 22 maggio all'opening le cantanti in persona performano nel cortile della galleria.  Il lavoro di Raimondo, artista casertana, comprende canzoni in vinile, video e ritratti delle cantanti. Segue l'introduzione delle curatrici Kathryn Weir e Sonia D'Alto.

«Il progetto collaborativo Chi t’ama t’rispett’ prende come punto di partenza il libro cult All about love (2000) dell’autrice femminista nera statunitense bell hooks. Raimondo ha lavorato insieme a Nancy Coppola e Stefania Lay, icone del genere musicale neomelodico napoletano, iniziando il progetto con una lettura collettiva del libro. La loro conversazione intorno al testo ha intrecciato il discorso su amore e rispetto con le specificità del contesto napoletano. A partire da questo processo, sono stati selezionati alcuni estratti e nuclei concettuali, che le due cantanti hanno successivamente rielaborato, traducendole in napoletano e filtrandole attraverso la propria sensibilità e visione».

«Da questo incontro è nata una canzone a due voci e un videoclip. Il lavoro prende forma a partire da una pratica che Raimondo radica nel suono e, soprattutto, nell’ascolto come spazio relazionale e politico. Sia il testo che la musica nascono da un processo collaborativo, su cui l’artista ha costruito il video, sempre con l’input delle due cantanti. Nella sequenza iniziale, recitata da due attori, viene messa in scena una lite domestica nel quale la donna viene picchiata. Prendono il testimone Coppola e Lay, dall’espressione determinata di chi ha già imparato e vuole trasmettere. Cantano, traducendo gli insegnamenti di hooks, e attraversano i luoghi simbolici del contesto urbano napoletano. Alchemicamente, vestite di rosso e nero, suggeriscono un cammino diverso dell’amore e del suo immaginario: non una dinamica di possesso o una strumentalizzazione, ma una pratica di sostegno reciproco, apertura e volontà di comprensione».

«Parallelamente, il progetto si configura come un’operazione di ridefinizione dei confini culturali, ridefinendo la distinzione tra cultura “alta” e “bassa”, rompendo ogni gerarchia stilistica e manifestando una fusione tra l’estetica neomelodica e i codici visivi dell’arte contemporanea. In questo spazio di contaminazione, l’amore si afferma come esercizio di libertà, di ascolto e di rispetto. Come hooks credeva nella forza di un linguaggio accessibile, capace di narrare la guarigione collettiva a partire da una pratica intima, così viene costruito da Raimondo e le cantanti un canale vivo tra la ricerca artistica e l’urgenza emotiva del neomelodico. Questo mezzo di comunicazione popolare conduce all’ampia diffusione dei messaggi, intrecciando voce, intimità e cultura neomelodica nella diffusione del pensiero della scrittrice».

«Parafrasando hooks, per amare bene bisogna decostruire quello che sappiamo e vediamo, cercando ispirazione e dialogo in persone, autrici e contesti culturali di reciproco rispetto volti all’emancipazione. La scelta di Raimondo di coinvolgere Coppola e Lay risponde alla loro forte presenza nella cultura popolare meridionale e alla possibilità di creare un’alleanza - o sorellanza - per diffondere una visione femminista dell’amore, capace di attraversare Napoli, il Sud Italia e le sue diaspore. La canzone inedita — che esiste anche nella forma di un vinile — è pensata per circolare tra radio locali, concerti e contesti artistici, mentre il videoclip, realizzato con due stelle della scena neomelodica, conferma questa volontà di generoso sconfinamento. Il progetto costruisce alleanze e apre nuovi spazi per ripensare l’amore come pratica di trasformazione collettiva».

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6 maggio 2026 ( modifica il 6 maggio 2026 | 15:56)

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