Festival pianistico, Lilya Zilberstein torna al Donizetti con Liszt e Chopin
Corriere della Sera - Cultura

Festival pianistico, Lilya Zilberstein torna al Donizetti con Liszt e Chopin

Mercoledì 6 maggio 2026
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La musicista moscovita il 7 maggio nel teatro cittadino, fusione di tradizione rutena e romanticismo teutonico per andare oltre al prediletto Rachmaninov

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Festival pianistico, Lilya Zilberstein torna al Donizetti con Liszt e Chopin

di Luigi Radassao

La musicista moscovita il 7 maggio nel teatro cittadino, fusione di tradizione rutena e romanticismo teutonico per andare oltre al prediletto Rachmaninov

Lilya Zilberstein, classe 1961, russa di nascita ma tedesca d’adozione da 35 anni

Dopo il tutto Chopin di Louis Lortie, il solo recital monografico nel cartellone di questa sessantatreesima edizione, il quarto appuntamento del Festival pianistico internazionale di Brescia e Bergamo domani sera (7 maggio) riporterà al Teatro Donizetti la pianista russa Lilya Zilberstein.
La musicista classe 1961, moscovita di nascita ma tedesca di adozione, manca al Festival dal 2014, quando fu una delle stelle di un programma dedicato a Rachmaninov e alla Russia. Ma dal momento che il suo straordinario pianismo sembra il conio perfetto della migliore fusione di tradizione rutena e romanticismo teutonico, nel programma di quest’anno interpreterà, oltre al prediletto Rachmaninov, pagine di Liszt e di Chopin.

Rivelazione del 1987 al Concorso Busoni di Bolzano, che dopo la sua affermazione non vide più vincitori per un quinquennio, da quella vittoria Lilya Zilberstein non ha mai smesso di girare (e far girare) il mondo con il suo pianoforte, esibendosi nelle più prestigiose sale d’Europa, Asia e Nord America, in recital solistici, oppure al fianco di orchestre quali Chicago Symphony, London Symphony, Royal Philharmonic, Orchestra della Scala e Staatskapelle di Dresda. Lilya Zilberstein è un’artista discreta, a cui non piace apparire in prima pagina, malgrado sia sodale di lunga data di Martha Argerich (è tra i friends più assidui nei live della pianista argentina) e possa vantare collaborazioni con Claudio Abbado e i Berliner Philharmoniker; per non dire del fatto che a lei dobbiamo una registrazione sonora francamente leggendaria, quelle Variazioni su un tema di Paganini di Brahms che ha inciso per Deutsche Grammophon nel 1990. 

Come Rachmaninov, da trentacinque anni anche la Zilberstein vive esiliata dalla madre patria: del tormentato compositore russo domani proporrà in particolare i tredici Preludi dell’opera 32, agone perfetto per il dispiegamento della sua inaudita fantasia interpretativa. Di Liszt affronterà invece le sei Consolazioni. Pubblicate nel 1850, le Consolations, six pensées poétiques risalgono agli anni di Weimar, quando Liszt dirigeva il teatro di corte del granduca di Sassonia e svolgeva un’importante opera di diffusione della musica di autori come Berlioz, Mendelssohn, Schumann, Wagner e Smetana.

Il titolo fa riferimento alla raccolta poetica di Charles Sainte-Beuve, mentre dal punto di vista musicale questi sei brevi brani, dal tono sentimentale, sembrano rifarsi alle romanze senza parole di Mendelssohn. Di Chopin infine — all’incisione discografica della cui opera-omnia la Zilberstein ha partecipato nel 1999 — suonerà la Barcarolle op.60, uno degli ultimi capolavori chopiniani, lirico, contrappuntistico e impressionistico ad un tempo, e lo Scherzo n.2, pagine tra le più straordinarie, dove il compositore polacco trasfigura completamente il modello di partenza. Ore 20.30. Ingresso euro 40-15.

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6 maggio 2026

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