Chi controlla l’AI controllerà il mondo
Corriere della Sera - Cultura

Chi controlla l’AI controllerà il mondo

Martedì 5 maggio 2026
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Pensioni, perché la metà degli italiani prende «troppo»: chi sono i 7,2 milioni che ricevono senza aver versato abbastanza (o niente)

Chi controlla l’AI controllerà il mondo

risponde  Aldo Cazzullo

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Caro Aldo,
ho apprezzato l’intervista di Walter Veltroni al programma di intelligenza artificiale Claude. Se l’IA può esprimere pensieri finanche così profondi e intelligenti, con tutti i rischi e pericoli che ne conseguono, noi umani dobbiamo diventare sempre più consapevoli di ciò che ci caratterizza: la capacità di entrare in profonda relazione gli uni con gli altri e di nutrire una sfera spirituale fatta di emozioni, ricordi, identità, amore, dolore e trascendenza. Altrimenti, tra noi e le macchine non ci sarebbe molta differenza.
Lei cosa ha pensato dopo aver letto l’intervista?
Giulio D’Arrigo

Caro Giulio,
Anche io ho trovato molto interessante l’intervista di Walter Veltroni a Claude. In particolare la risposta in cui l’intelligenza artificiale prevede il proprio futuro, o meglio il futuro dell’umanità al tempo della riproducibilità tecnica della vita. Le possibilità sono due. O l’umanità riesce a dare delle regole all’intelligenza artificiale, in modo da metterla al servizio dell’uomo e migliorare così la qualità della vita di tutti; oppure non saranno date regole, e coloro che controllano l’intelligenza artificiale controlleranno il mondo. È molto facile, purtroppo, prevedere quale ipotesi prevarrà: la seconda. È già successo con Internet, cui non sono state date regole, e a cui incredibilmente ancora adesso non vengono date regole. Basti pensare come sia facile per i padroni della Rete impossessarsi del lavoro intellettuale altrui, non pagare le tasse, non restituire alla comunità almeno una piccola frazione dell’immensa ricchezza accumulata, consentire ancora di aprire profili falsi con cui insultare, calunniare, diffamare, minacciare impunemente. Se ancora adesso, a trent’anni dall’inizio della rivoluzione digitale, non si riesce a introdurre un minimo di regole per far rispettare la dignità umana, come possiamo sperare che si mettano regole a un business ancora più grande, ancora più definitivo come quello dell’intelligenza artificiale? Non è solo questione di soldi. E non è solo questione del lavoro intellettuale, che sarà distrutto o fortemente ridimensionato. L’intelligenza artificiale non si limita a distruggere il lavoro. Cambia la mente delle persone. Le può manipolare. Può imporre un pensiero unico, pensato da altri. Per la prima volta nella storia dell’umanità non soltanto il corpo ma anche il cervello, la coscienza, la mente delle persone possono essere riprodotte. È la più grande sottrazione di personalità e dignità della storia. Tutto quello che noi abbiamo detto, scritto, pensato viene elaborato e fatto proprio dall’intelligenza artificiale, che non soltanto compie un gigantesco furto di proprietà intellettuale, ma lo mette al servizio di un progetto post umano, dove i corpi sono riprodotti in laboratorio e le menti vengono sostituite da un robot che ha la memoria immensa e insieme vacua della Rete. Un mondo post umano, controllato da una ristretta élite costituita appunto da coloro che dominano la Rete e l’intelligenza artificiale, soggiogando i politici e reclamando l’applauso dei cittadini, anzi dei sudditi.

5 maggio 2026

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