Utile, un alleato prezioso e comodo da trattare con la giusta distanza
Figlio di un verbo latino il suo utilizzo spazia nei campi più diversi. E ci fa scoprire, grazie alla filosofia, la straordinaria importanza dell’inutile
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Utile, un alleato prezioso e comodo da trattare con la giusta distanza
di Paolo FallaiFiglio di un verbo latino il suo utilizzo spazia nei campi più diversi. E ci fa scoprire, grazie alla filosofia, la straordinaria importanza dell’inutile
Illustrazione di Doriano Solinas
Una piccola parola che è presente fin dagli albori della lingua italiana e che fa parte del nostro linguaggio base. Talmente vantaggiosa da entrare in ambiti diversi dalla vita quotidiana al linguaggio economico. Ma, come sempre, non dobbiamo fermarci alle apparenze: è sempre utile saperne qualcosa di più. Soprattutto di utile.
Partiamo da San Francesco. Il Cantico delle creature è un testo poetico composto dal santo di Assisi probabilmente in più momenti, la sua morte avvenuta nel 1226. In quel testo importante per la storia della nostra lingua che è il Museo della lingua italiana di Giuseppe Antonelli (Mondadori, 2020) l’autore colloca il Cantico alle origini dell’italiano antico. E San Francesco usa questo aggettivo per magnificare le qualità dell’acqua: “Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, / la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta”.
L’origine latina. La parola utile deriva dal latino utilis, che a sua volta è una derivazione di uti, verbo che significa "usare". Il termine indica ciò che può essere adoperato, che porta vantaggio, beneficio o profitto. Il concetto è quindi strettamente legato all'applicabilità pratica e al vantaggi. In economia e diritto, il termine "utile" definisce specificamente il guadagno o il profitto netto che deriva da un’attività.
Il significato economico. Il termine "utile", nel suo significato economico di risultato positivo di una gestione (differenza tra ricavi e costi), si è consolidato con lo sviluppo della moderna impresa commerciale, affondando le radici già nel tardo Medioevo e nel Rinascimento, consolidandosi poi con la rivoluzione industriale. Diventa importante, in questo contesto, la differenza tra lordo e netto. L'utile lordo è il guadagno di un'azienda prima di sottrarre le spese operative, le tasse e gli interessi, mentre l'utile netto è il profitto reale e definitivo rimasto dopo aver pagato ogni singolo costo.
Un ampio panorama. La fortuna di questa semplice parola ha fatto sì che venisse adottata in un universo di locuzioni (politematiche le chiamava Tullio De Mauro) capaci di spiegare specifiche situazioni. La più nota è “unire l’utile al dilettevole”, cioè fare qualcosa di piacevole che risulti anche vantaggioso. Ma ce ne sono molte altre, come “giorno utile” per indicare il giorno che precede il termine fissato per una scadenza (ad esempio un pagamento); “tempo utile”, nel linguaggio burocratico, il tempo entro il quale deve essere compiuta un’azione perché risulti valida (ad esempio una domanda di partecipazione a un concorso, l’iscrizione a scuola)
Perfino in politica. Con l’espressione “voto utile” si indica, nel sistema elettorale maggioritario, il voto dato al candidato che si ritiene possa vincere invece che al candidato più gradito. È di origine politica anche l’espressione “utile idiota” per definire in modo offensivo chi, anche in buona fede, favorisce una parte politica, specialmente i partiti comunisti o di sinistra, presumendo che lo facciano contro i propri reali interessi
E nel lavoro. I “lavori socialmente utili” sono destinati a soggetti svantaggiati, prevedono attività di pubblica utilità come assistenza, manutenzione del verde e cura del territorio, spesso gestite da enti locali e sostenute da sussidi. Sono stati istituiti ufficialmente nel 1981, con l'obiettivo iniziale di impiegare i lavoratori sospesi in Cassa Integrazione nel Mezzogiorno, estesi poi nel 1984 a tutta Italia. Il loro bacino si è notevolmente ridotto nel tempo. Non costituiscono un rapporto di lavoro dipendente classico, ma un'attività sussidiata, spesso presso Comuni o enti pubblici. Da non confondere con i lavori di pubblica utilità (LPU), una forma di sanzione alternativa al carcere (messa alla prova) introdotta nel 2014.
La chiarezza dei sinonimi. Utile non è una parola neutra. Basta vedere la positività che esplode in tutti i sinonimi: vantaggioso, proficuo, fruttuoso, efficace, comodo, funzionale, valido, opportuno, prezioso, pratico. E la scure rappresentata dai contrari: inutile, superfluo, svantaggioso, controproducente, inefficace, inifruttuoso, dannoso, inetto. Perfino nei verbi parenti e affini bisogna fare attenzione. Usare e utilizzare sono due verbi molto simili ma non sono sinonimi. L’utilizzare non è direttamente l’usare, ma è il rendere utile, cioè idoneo ad essere usato. Utilizzare significa rendere utile.
Ma l’utile ha rappresentato sempre il meglio? Ci soccorre una interessante analisi del dizionario Treccani: «Per l'antica conoscenza greca, utile, giovevole, piacevole, buono si confondevano, come mostrano le distinzioni socratiche fra vero utile, identico col bene e falso utile, identico col piacevole e col giovevole. È stato il cristianesimo a delimitare e differenziare il concetto dell'utile (che aveva già avuto un'elaborazione dall'etica stoica e dai giuristi romani), opponendolo al dovere morale, inteso in senso spiritualistico, non più intellettualisticamente come il "bene" della filosofia greca. (…) L’idealismo moderno, con il Croce, ne ha tentato una valutazione indipendente dalla tradizione morale cristiana, ponendolo come momento elementare della "pratica" ed elevandolo, come momento politico-economico, a dignità pari a quella dell'etica».
La straordinaria chiarezza. Ágnes Heller è stata una filosofa e saggista ungherese. Ci ha regalato questo pensiero: «Se qualcuno dovesse chiedermi, come filosofa, che cosa si dovrebbe imparare al liceo, risponderei: “Prima di tutto, solo cose ‘inutili’, greco antico, latino, matematica pura e filosofia. Tutto quello che è inutile nella vita”. Il bello è che così, all’età di 18 anni, si ha un bagaglio di sapere inutile con cui si può fare tutto. Mentre col sapere utile si possono fare solo piccole cose». Verrebbe solo da dirle grazie.
5 maggio 2026
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