Obey, l'artista anti-Trump a Napoli con un personale alle Gallerie d'Italia: «Città perfetta per il mio lavoro»
«Luogo perfetto per il mio lavoro, qui regnano diversità e caos energetico»
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Obey, l'artista anti-Trump a Napoli con un personale alle Gallerie d'Italia: «Città perfetta per il mio lavoro»
di Redazione Spettacoli«Luogo perfetto per il mio lavoro, qui regnano diversità e caos energetico»
«Essere qui è un riconoscimento degli anni di lavoro che ho dedicato a questo progetto. Ma è anche un'esperienza che mi riempie di umiltà, perché siamo in un contesto incredibile. È meraviglioso essere a Napoli, una città ricca di una storia intensa con una bellezza così straordinaria. È il luogo perfetto per il mio lavoro, un luogo in cui regnano diversità e caos energetico, ed è esattamente lì che voglio che sia il mio cuore».
Shepard Fairey, in arte Obey, conosciuto come l'artista anti-Trump, è nel capoluogo campano per l'inaugurazione, fissata per domani, della mostra «Obey: Power to the peaceful», che sarà visitabile sino al 6 settembre prossimo alle Gallerie d'Italia di Intesa Sanpaolo.
«Credo che in tutto il mondo abbiamo assistito a un movimento verso il nazionalismo e la paura. Le mie opere - spiega - trasmettono un messaggio incredibilmente importante in questo momento, perché abbiamo bisogno di vedere noi stessi e gli altri, anche se provengono da un paese diverso, da una cultura diversa, da una religione diversa. Queste sono le idee che voglio che le persone colgano dalla mia arte, perché ci sono molte forze che cercano di dividere le persone, e io voglio che siano unite».
«Negli Stati Uniti - racconta Obey - lotto contro Donald Trump, contro i raid dell'Ice e contro tutte le forme di discriminazione subite da alcuni gruppi. Mi sto impegnando anche per la tutela dell'ambiente, un tema fondamentale per l'intero pianeta. I nostri comportamenti influenzano non solo il luogo in cui viviamo, ma l'intero pianeta. Quindi, per me è importante affrontare queste tematiche, che tratto da anni e che rimangono attuali».
La mostra, curata da Giuseppe Pizzuto, esplora uno dei temi più cruciali del nostro tempo: la pace come scelta attiva e responsabilità collettiva. «Napoli - sottolinea Michele Coppola, direttore delle Gallerie d'Italia - è una città accogliente. Anzi, credo che l'amicizia, la sintonia tra Obey e Napoli abbia generato subito risultati e frutti eccezionali. Fa piacere che le Gallerie d'Italia rinnovino questa capacità di facilitare i rapporti legati all'arte, alla cultura, all'amicizia tra artisti internazionali e questa straordinaria città. Il lavoro presentato qui alle Gallerie d'Italia è davvero di grande interesse e di fortissimo impatto. Sono immagini travolgenti, capaci di catturare l'attenzione dei visitatori, appassionati e no».
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5 maggio 2026 ( modifica il 5 maggio 2026 | 19:49)
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