Licenziamento Beatrice Venezi, il sindaco di Venezia Brugnaro: «La Fenice sarà ricordata come il teatro che rifiutò una star»
Corriere della Sera - Cultura

Licenziamento Beatrice Venezi, il sindaco di Venezia Brugnaro: «La Fenice sarà ricordata come il teatro che rifiutò una star»

Martedì 5 maggio 2026
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L'intervento del primo cittadino sulla vicenda della direttrice: «Si sarebbe potuto risolvere tutto con un incontro tra lei e gli orchestrali»

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Licenziamento Beatrice Venezi, il sindaco di Venezia Brugnaro: «La Fenice sarà ricordata come il teatro che rifiutò una star»

di Vera Mantengoli

L'intervento del primo cittadino sulla vicenda della direttrice: «Si sarebbe potuto risolvere tutto con un incontro tra lei e gli orchestrali»

Se sarà una guerra legale si vedrà ma, a una settimana dal licenziamento di Beatrice Venezi, l’amarezza non è passata, anzi. E mentre si parla ancora di ipotesi di ricorsi legali, lunedì 4 maggio il sindaco Luigi Brugnaro le ha augurato di avere un successo a livello mondiale «e qualcuno si ricorderà, a quel punto, che la Fenice non l’ha voluta, ma fa parte del gioco anche questo. Siamo sportivi».
Pur riconoscendo che le parole pronunciate da Venezi contro l’orchestra («si tramandano il posto di padre in figlio») erano inaccettabili, Brugnaro ha dimostrato ancora comprensione nei confronti della direttrice d’orchestra sulla quale aveva puntato per un rinnovamento della Fenice e per avvicinare i giovani. «Non sono un esperto per capire se ha o non ha i requisiti - ha ribadito - però che sia stata offesa pubblicamente a livello mondiale è un dato certo e aveva tutto il diritto di replicare. Però sarebbe stato meglio replicare faccia a faccia, non sugli organi di stampa».

L'incontro con gli orchestrali mai avvenuto

La tensione tra Venezi e le maestranze era da mesi nell’aria, ma non si è mai concretizzata in un incontro vero, nonostante da mesi si dicesse che presto sarebbe avvenuto. Il sindaco sognava infatti il momento in cui l’avrebbe accompagnata di fronte alle maestranze: «Magari sarebbe volata qualche bella scazzottata verbale, se necessario - ha detto ancora - Però almeno si sarebbero conosciuti». Un’altra nota di amarezza è stata per Brugnaro vedere le maestranze festeggiare il licenziamento: «Non ho mai visto una cosa simile - ha continuato il sindaco -. Attenzione, perché si stanno aprendo delle porte a cose che potrebbero non piacere se viste al contrario. Io auguro un grande successo a Beatrice, che non ritengo meritevole di essere trattata in questo modo. Poi a fronte di attacchi continui, a provocazioni continue, lei ha risposto una o due volte forse sopra le righe. E di conseguenza noi, come Fondazione, non potevamo accettare e il sovrintendente ha dovuto per forza rescindere il contratto». Da qui l’augurio «di un grande successo a Beatrice».

Venezi e le accuse di favoritismi ai musicisti

Nella prima intervista rilasciata al Corriere della Sera Venezi aveva raccontato di come sia stato per lei difficile farsi da sola, senza nessun appoggio, e di come avesse pagato lo scotto dell’amicizia con la presidente del consiglio GiorgiaMeloni. Venezi ha poi raccontato di essere stata calunniata per mesi dalle maestranze e di aver subito un danno d’immagine. Sempre in quell’intervista, la direttrice d’orchestra insinua con nome e cognome che due musicisti, i cugini Marco e Anna Trentin, abbiano ricevuto un trattamento di favore in quanto «figli di». I due, letta la dichiarazione, hanno invitato Venezi a ritirare l’accusa, pena (si capisce) un procedimento legale. La risposta non è tardata: «Marco Trentin è il segretario provinciale di Fials Cisal di Venezia e agisce nell’esclusivo interesse dei lavoratori del Teatro La Fenice - ha detto la segreteria nazionale -. Le posizioni espresse da Fials Cisal sono state, fin dall’inizio, di opposizione al metodo nella gestione della nomina e non alla persona nominata. Distinzione che non è secondaria, ma sostanziale. Oggi, a nomina revocata, assistere a nuovi attacchi personali abbassa ulteriormente il livello del confronto e rivela la qualità dell’atteggiamento del mittente».

La questione legale

In realtà oltre alla gestione della nomina, le maestranze hanno sempre espresso un parere negativo sul curriculum musicale di Venezi, ritenendo che non fosse all’altezza del ruolo di direttrice musicale assegnatole. Chi ha danneggiato chi è difficile a dirsi in una storia in cui tutti escono sfiancati: lavoratori, direzione e Venezi stessa. Sulla questione legale però non si sa ancora come procederà. Il contratto con la Fenice era infatti stato firmato da Venezi, ma non dal sovrintendente che lo avrebbe fatto il primo ottobre, a inizio incarico. Quindi a oggi sul tavolo non c’è nulla di ufficiale, ma sembra che in quattro anni Venezi avrebbe guadagnato oltre mezzo milione di euro, senza contare spostamenti, viaggi e alloggio. Ora la palla agli avvocati che stanno decidendo come procedere.

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5 maggio 2026

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