Le operaie di Torino che inventarono il welfare. Storia dell’Associazione generale di Mutuo Soccorso
Nel 1851 le lavoratrici si consociano, si tassano, si sostengono. E nel giro di cinquant’anni le società operaie crescono fino a erogare mutua e pensione
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Le operaie di Torino che inventarono il welfare. Storia dell’Associazione generale di Mutuo Soccorso
di Dario BasileNel 1851 le lavoratrici si consociano, si tassano, si sostengono. E nel giro di cinquant’anni le società operaie crescono fino a erogare mutua e pensione
«È sotto la tutela dello Statuto che viene fondata in Torino una società sotto il titolo di Associazione delle Operaie. Scopo di questa è l’unione e fratellanza, il mutuo soccorso e la scambievole istruzione fra di loro [...] La società è composta essenzialmente di operaie e queste sole avranno voto deliberativo nelle adunanze sociali». È il 1851 e la Tipografia italiana di Savoiardo e Boggo di piazza Vittorio Emanuele II numero 22, a Torino, può dare alle stampe il Regolamento per la Società delle Operaie, di recente auto costituitosi. Per l’epoca, una notizia.
Nella città che cambia
La città sta cambiando. Qualche anno prima sono nate le prime scuole professionali, si parla di una linea ferroviaria Torino-Genova, è stata annunciata la Banca di Torino. Il piemontese Sobrero ha inventato la nitroglicerina (anche se non sarà lui a brevettarla) dando il via all’industria degli esplosivi. Nel ‘48 è stato formalizzato lo Statuto Albertino. Di lì a poco comincerà il traforo del Frejus, inizierà la costruzione delle Mole Antonelliana, in una città in ascesa che ha circa 140.000 abitanti.
Ma basta spostare lo sguardo. «Il liberismo economico — scrive Maurizio Ceste — ha aggravato la difficile situazione della città, soprattutto nella sua periferia industriale, dove è sempre più pesante lo sfruttamento delle classi più deboli, totalmente prive di tutela giuridica e di rappresentanza politica. Chi era povero a Torino alla metà del secolo XIX era povero di tutto: non solo di mezzi economici, ma anche e soprattutto di salute, di cultura, di istruzione». Insomma, la prospettiva della città industriale da sola non basta: è tutto da costruire, a cominciare dall’essenziale, come raccontano i documenti del tempo.
A lezione di igiene popolare
«La Direzione avverte tutti i soci che domenica 18 corrente alle ore 8 di sera si riaprirà nella sala delle adunanze il corso delle lezioni d’igiene popolare e di economia domestica». Il documento, del 13 settembre 1853, è tra quelli pubblicati dalla Società di Mutuo Soccorso ed Istruzione, una delle molte realtà associative che nella seconda metà del XIX secolo nascono a Torino e che si occupano di sostenere le operaie, ampiamente impiegate negli opifici tessili e nelle fabbriche di tabacco. «Sussidi per malattie, sussidi alle partorienti, sostegno all’affitto» sono tra le voci ricorrenti nei documenti di bilancio che non mancano mai di ricordare «quanta sia l’utilità delle Società di mutuo soccorso per la classe operaria».
Nascita di una coscienza popolare
Frammentari, sintetici, spesso semplici schemi accompagnati da appunti, i documenti originali esistenti sulle prime Associazioni operaie torinesi sono stati raccolti dal Centro Studi Piemontesi per la cura di Albina Malerba e Bianca Gera (Ricami tra pagine di cronaca e storia) e raccontano in filigrana il nascere e il formarsi di una coscienza di classe tra le operaie del XIX secolo. Lavoratrici senza diritti, considerate — insieme ai bambini — manodopera da pagare poco e sfruttare il più possibile; donne che a un certo punto si riuniscono in gruppo, per darsi una mano reciprocamente.
La prima notizia di un’associazione formale è del 1851 (un esperimento si era tentato tre anni prima, a Pinerolo), ma presto crescono di numero, raggruppano centinaia di iscritti, diventano un interlocutore sociale. Cominciano a raccogliere fondi. Dal documento dell’11 agosto 1858 si evince, ad esempio, la riconoscenza di artisti fabbricanti ed operai torinesi verso il Marchese Ala-Ponzoni «per il bene fatto al paese e pello slancio generoso con cui si è dato a proteggere le belle arti e l’istruzione in Piemonte» acclamandolo «socio d’onore e dichiarandolo benemerito della classe operaia!». Il rendiconto del primo semestre del 1863 della Società di Mutuo Soccorso delle Operaie di Torino informa a fondo pagina che oltre ad avere un capitale sociale di Lire 28.458 «…a cominciare dal 1 gennaio 1864 la Cassa per la Vecchiaia comincerà a far sentire i suoi benefici effetti, perocchè le socie inabili al lavoro saranno ammesse al godimento della pensione vitalizia, la quale, per ora, viene fissata a centesimi 40 al giorno».
Sussidi e dopolavoro
Operaie che si consociano, si tassano e si sostengono reciprocamente. Nel 1865 la Società di Mutuo Soccorso delle operaie torinesi scrive: «Visto che i suoi fondi Lire 42, 512 56 lo permettono, nella sua adunanza generale dl 19 marzo ultimo, ha approvato il regolamento che stabilisce di sussidiare le socie inferme per 182 socie consecutivi: ad una lira al dì per i primi 91 giorni, e 50 centesimi di sussidio straordinario per altri 91 dì se la malattia continua. Il sussidio alle socie invalide da 40 viene portato a 50 centesimi al giorno». E poi ci sono i momenti di svago. Dalla lettera del 12 ottobre 1868: «Il ricevimento della Società nella sede dell’Associazione fu cordiale e brillantissimo. In seguito il corteggio numeroso di più di migliaia d’operai recossi al Municipio con musiche e bandiere e presentò alla Giunta un magnifico mazzo di fiori. [...] Dopo quest’atto di cortesia, le Società, con ordine mirabile, proseguirono il defilé in Piazza Castello sotto la Loggia Reale dove l’apparizione inaspettata del Re e del principe di Carignano produsse una grata sorpresa e fu salutata con applausi».
Milano e Torino all'avanguardia
Nel giro di 50 anni le società operaie crescono, trovano una struttura formale, erogano mutua e pensione. Milano e Torino sono tra le prime a sperimentare una forma di associazionismo volontario che si rivela uno strumento essenziale. Dal documento del 30 giugno 1901: «Un programma di festeggiamenti, che cominciarono ieri a Torino e termineranno oggi a Superga, ha segnato una data memorabile per l’Associazione generale di Mutuo Soccorso fra le operaie di Torino. L’importante sodalizio femminile ha compiuto cinquant’anni di esistenza [...] Dopo mezzogiorno, socie e rappresentanze si adunavano a banchetto al ristorante Russo al Valentino, campo pittoresco e geniale di pressoché tutti i festosi convegni cittadini [...] L’avvocato Sabbione [...] dopo aver detto quanto nel suo ambìto la donna utilmente può fare per la famiglia e la patria, rilevò quale degnissimo esempio sia dato da questa Associazione, ed elogiandone gli scopi conseguiti augurò che il sodalizio potesse far germogliare frutti da un nuovo ramo, quello dell’istruzione».
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5 maggio 2026
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