Chi era Teresina Tua? Storia della bambina prodigio che diventa violinista famosa nel mondo e poi si chiude in convento
Nacque in via San Massimo a Torino nel 1866. A sei anni già suona in maniera eccellente e da lì inizia una carriera internazionale. Alla morte del secondo marito, nel '33, devolve tutti i suoi averi in beneficenza e si fa suora
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Chi era Teresina Tua? Storia della bambina prodigio che diventa violinista famosa nel mondo e poi si chiude in convento
di Rosalba GragliaNacque in via San Massimo a Torino nel 1866. A sei anni già suona in maniera eccellente e da lì inizia una carriera internazionale. Alla morte del secondo marito, nel '33, devolve tutti i suoi averi in beneficenza e si fa suora
La toponomastica torinese si sta” femminilizzando”, menomale. Giardini, strade, targhe intitolate a donne stanno cominciando a diffondersi in città, cercando di colmare un divario che ha sempre visto la prevalenza del maschile. E allora sorprende trovare in via San Massimo una targa dedicata a una donna datata 2008, diciotto anni fa, quando le targhe al femminile erano un’eccezione assai più di oggi. E scoprire l'incredibile storia di una grande violinista dimenticata, Teresina Tua. Di cui ricorre tra l’altro un doppio anniversario: era nata a Torino nel 1866, 160 anni fa, e morta novantenne, nel 1956, 70 anni fa.
Teresina Tua nasce nella casa al n. 11 di via San Massimo il 24 aprile 1866. Famiglia modesta ma con la passione per la musica. Il padre Antonio suonava nei café chantant dell’epoca, spesso con la moglie Marianna Rabino e Teresina si rivela ben presto una bambina prodigio: a sei anni già suona il violino, il giorno dopo aver assistito con il padre alla Sonnambula di Bellini ripete le melodie a memoria, e così inizia a suonare con il padre: a Torino, in Liguria, in Costa Azzurra.
Pare che proprio a Nizza venga scoperta da una misteriosa mecenate – chi dice russa, chi francese – che riesce a farla ammettere al Conservatorio di Parigi diretto da Joseph Massarat. Ed è l’inizio di una carriera folgorante: si diploma a 13 anni e comincia a esibirsi. A 16 anni suona per Giuseppe Verdi a Genova, tiene concerti a Milano, Venezia, al Regio di Torino, arriva pure in America, a 21 anni, prima concertista donna europea a esibirsi negli Stati Uniti. Poco dopo si sposa con conte Franchi-Verney della Valetta, compositore e critico musicale conosciuto in Francia.
La targa in via San Massimo a Torino
Le tournée si moltiplicano: Vienna, Berlino, Londra, Madrid, Parigi, lo zar Nicola II la fa arrivare in Russia con un treno speciale, si esibisce anche in Siberia, suscitando l’invidia persino del pianista Sergej Rachmaninov, che si dice interrompa la tournée a due, infastidito dal gran successo della violinista. Una donna forte, che supera anche prove durissime: quando aveva 17 anni sua madre si suicida dopo la morte della seconda figlioletta, lei diventa mamma di due gemelli che muoiono prematuramente, e nel 1911 rimane vedova.
Si riprende a fatica, interrompe i concerti. Poi nel 1913, risposata con il conte Emilio Quadrio, si trasferisce a Sondrio e passa a insegnare musica al Conservatorio di Milano, poi a Roma. Il suo ultimo concerto è del 1915 al Politeama di Trieste: la città è ancora austriaca e Teresina Tua si esibisce con un abito dai colori della bandiera italiana. Negli anni della grande guerra è crocerossina volontaria all’Ospedale militare di Torino, crea lasciti a favore dei mutilati e degli orfani.
Alla morte del secondo marito, nel 1933, devolve tutti i suoi averi in beneficenza: a Firenze acquista un convento per le suore, a Livorno dona una villa alle Benedettine, con i suoi gioielli finanzia borse di studio e suoi abiti di scena diventano paramenti sacri. Lascia i suoi strumenti, compreso un prezioso Stradivari del 1709, al Conservatorio di Torino e nel 1939 entra nel convento dell'Adorazione Perpetua di Roma lasciandosi tutto alle spalle.
Lei che aveva suonato per zar, re e imperatori, ammirata da Verdi, da Wagner, da Liszt, esce di scena in silenzio.
Sarà Suor Maria di Gesù fino alla morte, nel 1956.
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5 maggio 2026 ( modifica il 5 maggio 2026 | 04:45)
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