Il Museo delle Scienze di Trento guarda al futuro: una nuova stagione nel segno dell'internazionalizzazione
Corriere della Sera - Cultura

Il Museo delle Scienze di Trento guarda al futuro: una nuova stagione nel segno dell'internazionalizzazione

Lunedì 4 maggio 2026
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Il direttore Marco Bernardi traccia obiettivi e identità per il triennio 2026-2028: «Ecco chi siamo e chi vogliamo essere»

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Il Museo delle Scienze di Trento guarda al futuro: una nuova stagione nel segno dell'internazionalizzazione

di Chiara Marsilli

Il direttore Marco Bernardi traccia obiettivi e identità per il triennio 2026-2028: «Ecco chi siamo e chi vogliamo essere»

Un museo del futuro ha bisogno di un piano per arrivare a quel futuro. È da questa semplice considerazione che il Muse di Trento ha deciso di intraprendere un percorso di analisi e costruzione che ha generato il «Piano strategico 2026-2028»: un documento programmatico che definisce in modo strutturato e trasparente identità, ruolo, priorità e obiettivi per il prossimo triennio della rete museale trentina, che, oltre alla sede delle Albere, comprende anche il Museo delle Palafitte di Ledro, la Terrazza delle Dolomiti alle Viote del Bondone, il Museo Geologico delle Dolomiti a Predazzo e il centro di monitoraggio ecologico ed educazione ambientale dei Monti Udzungwa in Tanzania. Si tratta di una prima volta assoluta, voluta dal direttore Marco Bernardi, che ha pochi altri esempi in Italia. «Ci siamo presi il tempo per riflettere sulla nostra identità e sui nostri obiettivi - commenta Bernardi -. Nel mezzo delle turbolenze che segnano la contemporaneità questo esercizio si è rilevato particolarmente complesso, ma proprio per questo necessario. Considero questa formalizzazione un imperativo morale in quanto ente pubblico, responsabile di risorse e persone: il nostro piano strategico racconta chi siamo e chi vogliamo essere, per tutte e tutti noi, abitanti dell’Antropocene».

I pilastri

Ricerca, museo esteso, Antropocene, internazionalizzazione e persone sono i cinque pilastri sui quali si fonda il Muse che verrà: princìpi cardine già presenti nell’identità del Museo delle scienze di Trento, ma che verranno ulteriormente rafforzati e meglio comunicati per migliorare la salute dell’istituzione sia fuori, nei confronti del pubblico e della comunità scientifica, sia dentro, per chi nel Muse ci lavora tutti i giorni. Lo stesso lavoro di analisi, ricerca e progettazione, coordinato da Ludovico Solima, professore di Economia e gestione delle imprese all’Università della Campania «Vanvitelli», è stato realizzato attraverso un percorso corale e condiviso durato quasi sette mesi.

Verso il futuro

Dopo una prima parte di analisi del contesto che ha compreso codici e linee guida locali, nazionali e internazionali riguardanti la ricerca, la cultura e l’etica, si è passati alla fase di dialogo, con oltre trenta figure di coordinamento interne e responsabili di enti del mondo della ricerca, industria, istituzioni e società civile, fino a coinvolgere l’intero staff dipendente del museo, raggiungendo oltre 150 persone. Il risultato è una mappa di contenuti e obiettivi che possa guidare l’operato del Muse nei prossimi anni. Cinque pilastri strategici, dieci direttrici di sviluppo, 35 obiettivi operativi, ognuno con dati misurabili in grado di certificare avanzamenti o meno e sulla base dei quali eventualmente poter correggere la direzione. Nulla è lasciato al caso: uno dei principali musei scientifici d’Italia non vuole lasciare il suo futuro all’improvvisazione.

Programmazione

«Una programmazione solida mette il museo davanti alle decisioni e lo rende responsabile di ciò che realizza - spiega il professor Solima -. Non è teoria: è metodo, priorità, misurazione. Ed è il risultato di un lavoro di squadra. Il futuro non si prevede, si costruisce insieme». La mappa è stata declinata in un piano operativo triennale. Il primo grande asse di lavoro sarà il riallestimento delle esposizioni permanenti della sede di Trento, che entrerà concretamente nella sua fase operativa con la progettazione esecutiva del primo lotto di interventi. Un piano per anno, l’intera struttura del Muse verrà ripensata rispetto alle grandi trasformazioni in corso attraverso una nuova integrazione tra i concetti di natura e cultura, selvaggio e addomesticato. Un modello profondamente innovativo, in linea con le più moderne tendenze in campo museologico. «A livellointernazionale - conclude Maria João Fonseca, presidente del network europeo dei musei scientifici Ecsite - ci stiamo muovendo verso un modello di museo in cui ricerca e coinvolgimento sono combinati. Il piano strategico del Muse pone le basi per una nuova visione alla quale guarderemo con interesse nei prossimi anni».

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4 maggio 2026 ( modifica il 4 maggio 2026 | 18:14)

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