Lavoro malpagato, non garantito e sempre più tassato
Lavoro malpagato, non garantito e sempre più tassato
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Caro Aldo,
si festeggia il primo maggio ma tra le varie sigle sindacali sento solo tanti slogan, ma in sostanza da trent’anni si sostengono imprenditori e datori di lavoro non certo i lavoratori. Perché i salari sono ultimi in Europa? Perché non adeguarli percentualmente a quelli di politici o della pubblica amministrazione? È equità questa visto che il carico fiscale aumenta e le imprese producono guadagni grazie al lavoro degli operai?
Decimo Pilotto
Le polemiche sul primo maggio ormai sono prevedibili. Ma viene prima di tutto il lavoro, la tutela dei lavoratori. L’abbiamo dimenticato?
Aurelio Rossi
Cari lettori,
mi ha colpito, leggendo i giornali di destra o comunque vicini al governo, una certa insofferenza non solo verso il 25 aprile, ma pure verso il primo maggio. «L’Italia del 2 maggio» è lo slogan. Ora, capisco se il riferimento è al concertone e ad altri riti che, più che eventi di sinistra, diventano feste e sfogatoi collettivi. Ma in generale la protezione del lavoro dovrebbe essere la prima preoccupazione di qualsiasi forza politica, di destra o di sinistra. Per la semplice constatazione che i lavoratori, in particolare i lavoratori poveri o coloro che il lavoro non lo trovano o neppure lo cercano più, sono molti, ma molti di più di coloro che accumulano immense ricchezze esentasse con la distruzione del lavoro.
Siamo alla vigilia di una delle più grandi trasformazioni della storia umana. L’intelligenza artificiale distruggerà o ridimensionerà fortemente il lavoro intellettuale, come l’automazione ha distrutto o ridimensionato fortemente il lavoro operaio. Impiegati di banca e delle compagnie d’assicurazione, medici, architetti, avvocati: ne serviranno molti di meno. Fino a qualche tempo fa, a un giovane che studiava ingegneria si diceva: beato te, almeno troverai lavoro. Adesso hanno cominciato a licenziare pure gli ingegneri. Eppure il lavoro, sempre meno garantito, sempre meno pagato, continua a essere di gran lunga più tassato delle rendite finanziarie. E non vedo in nessuno schieramento proposte concrete per combattere questa ingiustizia.
4 maggio 2026
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