Bergamo, due ritratti inediti di Eugenio Goglio: la presentazione poi l'inserimento al Museo della fotografia Sestini
Nel centenario della morte dell'artista di Piazza Brembana: gli inediti a carboncino sono stati ritrovati in un'abitazione di Caprino
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Bergamo, due ritratti inediti di Eugenio Goglio: la presentazione poi l'inserimento al Museo della fotografia Sestini
di Redazione BergamoNel centenario della morte dell'artista di Piazza Brembana: gli inediti a carboncino sono stati ritrovati in un'abitazione di Caprino
Due ritratti inediti del fotografo Eugenio Goglio saranno presentati in anteprima giovedì, 7 maggio, in occasione dell’incontro con Giacomo Calvi e Chiara Delfanti. Loro gli autori del libro «Genio» (Corponove, 2026), in programma alle 17.30 di giovedì e dedicato a «Eugenio Goglio. Fotografo, scultore, pittore in Valle Brembana», realizzato in collaborazione con la biblioteca di piazza Brembana e il Centro storico culturale Valle Brembana «Felice Riceputi», l’incontro esplorerà la figura poliedrica di Goglio e si concentrerà sulla sua produzione artistica: tra pittura, disegno, scultura e intaglio.
Il ritrovamento delle due opere andrà ad arricchire «Ritratto di un’Epoca. Fotografie di Eugenio Goglio (1865–1926)», la mostra in corso al Museo della fotografia Sestini di Bergamo dedicata al fotografo, scultore e pittore originario di Piazza Brembana nel centenario della sua morte. Si tratta di due ritratti inediti a carboncino, riemersi recentemente da un’abitazione di Caprino Bergamasco, che dall’8 maggio al 19 luglio entrano nel percorso espositivo dedicato a una delle figure più originali della storia artistica bergamasca tra Otto e Novecento. Attraverso oltre 140 fotografie, documenti e materiali originali, la mostra restituisce il profilo di un autore poliedrico capace di raccontare con straordinaria sensibilità la Valle Brembana nel momento delle sue grandi trasformazioni: paesaggi, volti, il lavoro, la dimensione familiare e i primi segni della modernità diventano nelle immagini di Goglio il ritratto corale di un’intera comunità.
Le due opere, entrambe firmate e datate 1884, raffigurano un ritratto femminile e uno maschile realizzati a carboncino durante gli anni di formazione dell’artista a Milano. Un ritrovamento particolarmente significativo perché anticipa anche l’autoritratto a carboncino del 1887, finora considerato una delle testimonianze autografe più precoci della sua produzione artistica. I disegni sono stati rinvenuti dagli attuali proprietari dell’abitazione di Caprino Bergamasco e saranno visibili dall’8 maggio in mostra.
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4 maggio 2026
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