L’esempio friulano, cinquant’anni dopo
La memoria è preziosa anche perché ci insegna quanto sia importante il capitale sociale
L’esempio friulano, cinquant’anni dopo
di Ferruccio de Bortoli | 4 maggio 2026La memoria è preziosa anche perché ci insegna quanto sia importante il capitale sociale
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Un Paese o una Nazione, scegliete voi non importa, che voglia comprendere meglio il significato di spirito comunitario, senso civico e orgoglio di appartenenza, dovrebbe dedicare qualche minuto, non rituale, al cinquantenario del terremoto del Friuli. In questo caso la memoria è preziosa anche perché ci insegna quanto sia importante il capitale sociale. Noi, spesso, non ne abbiamo piena consapevolezza. Il Corriere pubblica, nella ricorrenza del 6 maggio e offre gratis ai suoi lettori,un bel saggio e reportage di Pierluigi Vercesiche ripercorre quei giorni di devastazione e di dolore (990 morti) dai quali però scaturì il miglior sistema di protezione civile, grazie anche all’opera di un commissario straordinario come fu Giuseppe Zamberletti. Si dimostrò allora, in uno scenario di dolore collettivo, come la collaborazione tra pubblico e privato, in un tessuto sociale di grandi valori civici, di religiosa laboriosità, possa raggiungere risultati insperati, garantire una ricostruzione nel rispetto della tradizione e dar vita persino a un nuovo modello economico.
Trascorremmo quei giorni di maggio in redazione (al Corriere d’Informazione, edizione pomeridiana del Corriere) a “passare” i pezzi degli inviati dai quali emerse subito la forza dignitosa di tante comunità che davanti alle macerie non si persero d’animo e non pensarono solo all’emergenza, a recuperare i morti e assistere i sopravvissuti, ma anche a ricostruire al meglio. Ricordo che venimmo accusati di essere un po’ troppo pessimisti. Una critica fondata. Una lezione di resistenza, oggi diremmo di resilienza. Anni dopo raccontai questo episodio a uno scrittore friuliano d’adozione, amico di Pier Paolo Pasolini, come Sergio Maldini (1923-1998), autore di un libro essenziale, premio Campiello, come La casa a nord est. «Si vede che avete vissuto troppo nelle grandi città» fu la sua risposta. Lapidaria.
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4 maggio 2026
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