Architettura e paesaggio a Napoli dal Dopoguerra ad oggi: la mostra al Palazzo Gravina
Visitabile fino al 15 luglio l’esposizione "ArchiCam" curata dal Diarc, il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Federico II
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Architettura e paesaggio a Napoli dal Dopoguerra ad oggi: la mostra al Palazzo Gravina
di Marco MolinoVisitabile fino al 15 luglio l’esposizione "ArchiCam" curata dal Diarc, il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Federico II
È soprattutto la luce che domina le linee razionali della fabbrica che Adriano Olivetti fece realizzare da Luigi Cosenza a Pozzuoli nel 1951, un luogo adatto alla meditazione che induce alla solitudine. All’opposto, viene proprio voglia di stare insieme agli altri e di condividerli quei futuristici viali del Polo universitario della Federico II di San Giovanni a Teduccio con la Apple Academy. Scendendo invece nella stazione Metro di piazza Municipio, progettata da Alvaro Siza, si scopre piuttosto di aver trovato un accesso ai sotterranei della storia.
Quante sensazioni si provano rivisitando questi luoghi attraverso i pannelli della mostra “AchiCam. Napoli e la Campania. Architettura e Paesaggio 1945-2025”, allestita nel Palazzo Gravina dell’Università degli Studi Federico II fino al 15 luglio.
L’esposizione, a cura di Pasquale Belfiore, Alessandro Castagnaro e Marella Santangelo, ripercorre con disegni originali, plastici, rassegne di filmati e fotografie gli ultimi ottant’anni di trasformazioni urbane e paesaggistiche in Campania.
Tre le sezioni principali, a partire parte dagli esempi più significativi dell’evoluzione architettonica dal secondo dopoguerra. Spazio poi ai progetti contemporanei che hanno inciso in modo significativo sul territorio. E infine un focus riservato alle grandi infrastrutture ed agli interventi di rigenerazione urbana in corso.
«Con questa mostra si cerca di riportare l’architettura alla centralità del pensiero sul futuro della città, delle comunità e dei luoghi – spiega Marella Santangelo, dal 2024 alla guida del Dipartimento di Architettura federiciano –. La ricchezza dei materiali esposti per raccontare questa storia, selezionati criticamente, arriva a delle azioni di trasformazione urbana ancora in corso. È importante che l’architettura parli alle comunità, fuori e dentro i luoghi deputati. Speriamo che questa sia una mostra che incuriosisca anche i non addetti ai lavori».
Il professore di Storia dell’Architettura Alessandro Castagnaro ricorda che «nella data iniziale del percorso cronologico della mostra la ricerca nell’ambito architettonico era rivolta all’alloggio popolare, per rispondere anche ad una forte esigenza sociale. Oggi uno dei temi importanti su cui è centrata l’architettura è quello delle infrastrutture trasportistiche che abbiano la funzione di tentare di migliorare la qualità della vita delle comunità, al tempo stesso senza rinunciare a quei valori legati all’architettura, allo sviluppo dell’arte contemporanea e all’archeologia urbana».
L’architetto Pasquale Belfiore è infine convinto che «Napoli e la Campania avessero bisogno di una mostra (e di un libro che abbiamo in fase di stampa) che facesse il punto sugli ottant’anni di architettura e paesaggio nella nostra regione. Le statistiche ci condannano ponendoci ai primi posti in Italia per l’abusivismo edilizio e le offese al paesaggio, ma abbiamo anche altre storie molto più edificanti da raccontare».
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