Perché la Svizzera non chiude subito la brutta pagina dei conti per Crans?
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(SOLINAS)
Caro direttore,
in un momento in cui la diplomazia sembra un’arte ed una pratica d’altri tempi, accantonata per lasciare posto a contorsioni lessicali, a inconcludenti esercizi retorici, a catene di ultimatum e penultimatum, ascolto con piacere la chiarezza e la determinazione delle parole del nostro ambasciatore in Svizzera a proposito delle pretese svizzere di rimborso degli oneri per le cure mediche prestate alle vittime dei tristi eventi di Crans-Montana. Mi pare, quella del nostro ambasciatore, una chiara ed inequivocabile presa di posizione che onora le vittime, conforta i loro familiari e inorgoglisce una intera comunità.Elio Beretta
Caro Beretta,
Il nostro ambasciatore ha espresso con chiarezza il sentimento di sgomento di tutti gli italiani di fronte alle richieste di pagamento inviate per conoscenza ad alcune famiglie, con lo scopo esplicito che del conto si debba far carico lo Stato italiano. È evidente l’assenza di sensibilità di fronte a una tragedia con decine di morti e feriti. Ma c’è qualcosa di più: quasi un’incomprensione della gravità dei fatti e delle responsabilità che l’amministrazione pubblica del Cantone vallese e del Comune di Crans hanno avuto. Mancati controlli, favoritismi verso i proprietari del locale, ritardo nei soccorsi, mano leggerissima nelle indagini. Tutto è stato trattato come se fossimo di fronte a un incidente stradale capitato a un cittadino italiano in Svizzera per cui le spese mediche sono a suo carico e dello Stato di provenienza. In quei giorni c’è stata una forte mobilitazione delle nostre strutture ospedaliere e di soccorso. La Svizzera ha chiesto aiuto e l’Italia ha risposto con équipe mediche presenti sul posto, elicotteri inviati per trasportare i feriti negli ospedali italiani, assistenza costante per fronteggiare l’emergenza. Tutto questo è scomparso nel tunnel burocratico affollato di regole che nulla hanno a che vedere con il dramma di Crans, con i ragazzi morti nell’incendio, con le giovani vite che porteranno per sempre i segni di quel maledetto Capodanno. La Svizzera deve cancellare immediatamente questa brutta pagina burocratica. Tra le vostre lettere ce n’è una di un cittadino elvetico: afferma che il Cantone vallese per i suoi comportamenti non rappresenta il Paese e dunque non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Sono sicuro che sia così. Ma allora il governo di Berna dica una parola chiara, come richiesto dal nostro ambasciatore, per chiudere questa brutta storia.
4 maggio 2026 ( modifica il 4 maggio 2026 | 00:29)
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