La lentezza è la virtù di chi ha un pensiero
In un mondo dominato dai «muoviti!» e «sbrigati!» festeggiarla il 4 maggio sembra una provocazione. Ma la lentezza non è un invito all’indolenza e nemmeno a ritardare le risposte. La radice latina è lenis che significa morbido, flessibile, mite
Sinner-Zverev, la finale di Madrid: Jannik domina e vince il quinto Masters 1000 di fila
La lentezza è la virtù di chi ha un pensiero
Carlo Baroni | 3 maggio 2026In un mondo dominato dai «muoviti!» e «sbrigati!» festeggiarla il 4 maggio sembra una provocazione. Ma la lentezza non è un invito all’indolenza e nemmeno a ritardare le risposte. La radice latina è lenis che significa morbido, flessibile, mite
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Scrivere questo articolo ha richiesto più tempo del consueto. Ma l’argomento lo imponeva. Il 4 maggio si celebra la giornata mondiale della lentezza. In un mondo dominato dai «muoviti!» e «sbrigati!» è una provocazione che ci colpisce. Perché la lentezza non è un invito all’indolenza e nemmeno a ritardare le risposte. Basterebbe risalire all’origine di questo termine: la radice latina è lenis che significa morbido, flessibile, mite. Ma chi ha questo tratto caratteriale spesso viene preso per indeciso, insicuro, fluttuante.
Persino non troppo sveglio di testa. Invece è lento chi ha un pensiero. Chi fa prevalere la ragione sull’istinto. Chi riflette prima di agire. Nell’immaginario collettivo ci ammaliano i «velocisti». Come se la vita fosse solo un quiz dove conta schiacciare per primo il pulsante. Sapere la risposta diventa quasi secondario. Intanto ti sei lasciato alle spalle tutti i concorrenti, hai occupato il posto e gli altri si arrangino. Ci ricordiamo tutti il nome del vincitore dei 100 metri all’Olimpiade, ci sfugge dalla memoria il trionfatore della maratona. Usain Bolt è il campione con le scarpe giuste, Abebe Bikila quello che correva a piedi nudi. Ha attraversato lento ma determinato la Città Eterna di notte. Si è gustato i monumenti che sono lì da una vita.
Senza fretta. Con il passo giusto di chi sa da dove è partito e qual è la sua meta. «Uno svelto», ci dicono tutti, è un tipo da ammirare. Svelto uguale sveglio. Come nel gioco delle tre carte. Arrivare «prima» è preferibile che arrivare «meglio». Così ci perdiamo la bellezza e la fatica del cammino. Nella fretta ci scorrono senza veloci panorami bellissimi che meriterebbero di starli a guardare per ore. Restano lampi di colori. Squarci di qualcosa che è fuggito via. Forse per sempre. Siamo succubi dell’orologio e non apprezziamo più il Tempo. Il Tempo giusto per ogni cosa. Il Tempo di darci tempo.
3 maggio 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Editoriali e commenti di oggi di Carlo BaroniLa lentezza è la virtù di chi ha un pensiero
Domenica 3 maggio 2026 di Elvira SerraWendy e il suicidio per troppo dolore
Domenica 3 maggio 2026 di Stefano PaleariCosa rischia l’università pubblica
Domenica 3 maggio 2026 di Corrado CarusoMa davvero alla Biennale c'è una «censura di Stato»?
Domenica 3 maggio 2026 di Carlo VerdelliAlex Zanardi, l'eroe che resta dentro di noi: «L'importante è desiderare»
Sabato 2 maggio 2026 di Lucrezia ReichlinIl dilemma delle banche centrali
Sabato 2 maggio 2026 LEGGI TUTTIGli approfondimenti e gli editoriali sui principali temi di attualità, politica, economia e costume curati dalle firme più prestigiose del Corriere della Sera. Scopri opinioni e commenti sui fatti del giorno.
Le Newsletter del Corriere, ogni giorno un nuovo appuntamento con l'informazione
Riceverai direttamente via mail la selezione delle notizie più importanti scelte dalle nostre redazioni.
Iscriviti