Cinema, la Genziana d’oro per il miglior film a «Le Chant des Forêts» di Munier
Trento Film Festival, la giuria: «Questo film ci dà speranza e ci dimostra che non è troppo tardi per riconnetterci a ciò che conta davvero». Gli altri titoli premiati
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Cinema, la Genziana d’oro per il miglior film a «Le Chant des Forêts» di Munier
di Chiara MarsilliTrento Film Festival, la giuria: «Questo film ci dà speranza e ci dimostra che non è troppo tardi per riconnetterci a ciò che conta davvero». Gli altri titoli premiati
(Fotogramma»
Un film «incantevole, capace di unire la ricerca estetica con la poeticità». Così Mauro Gervasini, responsabile della programmazione cinematografica del Trento Film Festival, ha annunciato il vincitore della Genziana d’oro per il Miglior film-Gran Premio «Città di Trento» della 74esima edizione: «Le Chant des Forêts» di Vincent Munier (Francia).
Le motivazioni della giuria
L’opera di Munier, tanto apprezzato dal pubblico da ottenere il sold out in entrambe le proiezioni del festival, è ambientata nelle foreste dei Vosgi. Qui il regista ha imparato ad osservare la natura con suo padre e ora qui porta il figlio alla ricerca del leggendario gallo cedrone. «Questo film ci dà speranza e ci dimostra che non è troppo tardi per riconnetterci a ciò che conta davvero — scrive la giuria nelle motivazioni —. Attraverso lo sguardo di tre generazioni “Le Chant des Forêts” ci insegna ad aprire gli occhi, a metterci in ascolto, a meravigliarci delle cose semplici». Il titolo premiato evidenzia lo spirito che permea l’intera edizione 2026 del festival cinematografico di montagna. «Tutti i vincitori dei sette premi — rimarca il presidente Mauro Leveghi — ci invitano a rallentare, a riscoprire il valore dell’amicizia e del dialogo, osservando la poesia della natura. Questo il messaggio del festival nella sua interezza, che avevamo già presentato come uno spazio di umanesimo in tempi feroci».
Gli altri titoli premiati
Un umanesimo che emerge anche dagli altri titoli premiati. Ad aggiudicarsi la Genziana d’oro per il Miglior film di alpinismo-Premio del Club alpino italiano è infatti il cortometraggio animato «Kronoshock» di Ignasi López Fàbregas (Spagna). Un lavoro realizzato con la tecnica dello stop motion, che in meno di dieci minuti, con un taglio ironico, riassume l’evoluzione dell’alpinismo nel corso dei decenni, i suoi obiettivi e le sue sfide, ma soprattutto il suo impatto sulla natura. La Genziana d’oro per il Miglior film di esplorazione o avventura-Premio «Città di Bolzano» è andata a «The North» di Bart Schrijver (Paesi Bassi), storia di due amici dell’università che dieci anni dopo intraprendono un’escursione di 600 chilometri attraverso le Highlands scozzesi. Un premio salutato con particolare soddisfazione da Gervasini: «Non si tratta di un film documentario, ma di un’opera di finzione. Pur in un festival che nasce come culla del documentario, ritengo importante l’apertura a opere che raccontino storie inventate e allo stesso tempo capaci di esprimere il legame con la montagna».
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Il rapporto uomo-natura
Il Trento Film Festival si conferma inoltre uno spazio in cui vengono presentate pellicole che raccontano il lato oscuro del rapporto degli esseri umani con la natura. Così a «Le Sang et la Boue» di Jean-Gabriel Leynaud (Repubblica Democratica del Congo, Germania, Francia), difficile indagine sulla vita dei minatori che in Congo estraggono il coltan necessario ai Paesi più industrializzati, è andata la Genziana d’argento per il Miglior contributo tecnico-artistico; a «Silver» di Natalia Koniarz (Polonia, Norvegia, Finlandia), esplorazione della più antica miniera di argento della Bolivia attraverso gli occhi di un ragazzino di 12 anni, è andato il Premio della Giuria; e «White flag» di Parviz Rostami (Iran), racconto di chi, sulle montagne iraniane al confine con il Kurdistan, raccoglie i residui bellici temendo una nuova guerra, ha ricevuto la Genziana d’argento per il Miglior cortometraggio.
«Raggiungere un pubblico sempre più ampio»
Oltre alla soddisfazione delle sale piene e dall’affetto del pubblico la kermesse rivendica inoltre la capacità di farsi trampolino di lancio per i film che passano dalle sale di Trento. «Molti dei film hanno già in programma la distribuzione nelle sale, altri l’avranno — annuncia Gervasini —. Non possiamo prevedere il futuro, ma ciò che vogliamo fare è continuare a portare a un pubblico sempre più ampio il miglior cinema di montagna e creare attorno a esso dei network di dibattiti, incontri e serate».
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3 maggio 2026 ( modifica il 3 maggio 2026 | 13:42)
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