I discorsi da Var e la trasparenza manipolata
Corriere della Sera - Cultura

I discorsi da Var e la trasparenza manipolata

Sabato 2 maggio 2026
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I discorsi da Var e la trasparenza manipolata

di Aldo Grasso | 2 maggio 2026

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La trasparenza manipolata. Le recenti vicende del sistema arbitrale italiano, e in particolare del Var, ultimo feticcio del nostro pallone, ci svelano una metafora degna di miglior causa: nell’era della trasparenza ostentata, la manipolazione non si nasconde più nel buio, ma si annida nella luce. 

È un sofisticato esercizio di persuasione che aggira la ragione per trattare il tifoso (e l’arbitro e noi) come un automa da pilotare, non come un soggetto pensante. Il Var, con l’assertività di un fischietto, ci dimostra ciò che spesso non afferiamo con la teoria. Tolto il fuorigioco, che appartiene alla geometria e non al sentimento, il resto è pura interpretazione, se non manipolazione, persino morra cinese. Il ralenti non chiarisce, distorce; trasforma un urto fortuito in un delitto premeditato, violentando la dinamica del campo.

Viviamo nella convinzione che la scienza applicata possa giudicare in modo binario (giusto/sbagliato), ma la verità è che la tecnologia non di rado è il paravento di una «manina» esterna.È la trasparenza manipolata: «vendere» un’opinione (soggettiva) come se fosse una prova scientifica (oggettiva). Che sia un monitor a bordo campo o un algoritmo dell’AI, il rischio è molto grande: confondere l’immagine con la realtà, compromettendo quella fragile autonomia che chiamiamo ancora libertà di giudizio.

2 maggio 2026

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