Indignarsi può fare invecchiare meglio
Corriere della Sera - Cultura

Indignarsi può fare invecchiare meglio

Sabato 2 maggio 2026
3 visualizzazioni

Prendendo posizione a volte di teme di apparire retrogradi. Invece un po’ di fermezza è necessaria.

Alex Zanardi è morto, addio al campione dell'impossibile. Aveva 59 anni

Indignarsi può fare invecchiare meglio

Beppe Severgnini | 2 maggio 2026

Prendendo posizione a volte di teme di apparire retrogradi. Invece un po’ di fermezza è necessaria.

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Non esistono antidoti all’età che avanza, soltanto calmanti. Ne suggerisco due, entrambi naturali: collezionare piccoli piaceri possibili e concedersi oneste indignazioni. Concentriamoci su queste ultime. Se lamentarsi è patetico, e protestare è spesso inutile, indignarsi è un esercizio di igiene mentale. Non bisogna esagerare: come ogni medicina, l’indignazione va assunta con cautela. Ma accettare qualsiasi cosa non va bene: fa male al fegato e allo spirito (in quest’ordine).
Ci sono indignazioni sacrosante e doverose. Pensate alla guerra: solo i fanatici e gli stupidi l’applaudono, convinti che la geopolitica sia un videogioco gratuito. L’unica guerra immaginabile è quella difensiva, e solo in mancanza di alternative. Nessuno, tra i pacifisti integrali, mi ha ancora spiegato cosa dovrebbero fare gli ucraini.

Ci sono altre indignazioni minori che tendiamo a introiettare: sappiamo che parlarne è inutile, e temiamo di apparire fuori dal mondo. Ne scelgo una, legata a un fenomeno antico, che sta guadagnando mercato, accettazione e fascino: la prostituzione. Calciatori, ultraricchi, professionisti con famiglia, anche uomini giovani: i media grondano di queste storie, e rifuggono da ogni considerazione sociale o morale.
Affittare il proprio corpo a uno sconosciuto non è un mestiere come un altro. Il sesso è intimo, umido, indimenticabile: possiamo fingere che sia una merce, ma sappiamo che non è vero. Questa consapevolezza è evidente anche nel linguaggio. Parlare di «escort» o «sex worker» è un modo per coprire l’odore dello squallore. Un eufemismo, camuffato dal solito nome inglese: un modo di concedersi attenuanti, da una parte e dall’altra.

Pensate a una bambina cui volete bene, e ditemi: vi augurate una vita così, per lei? Ovviamente no. Ma non c’è il coraggio di dirlo. Si teme di apparire retrogradi. Invece un po’ di fermezza è necessaria. Non verso le ragazze che, spostate dalle strade ai divanetti dei privé, sono le vittime a pagamento (se non se ne sono già accorte, se ne accorgeranno). L’indignazione è verso chi — per interesse, per ignoranza, per leggerezza — finge che tutto questo sia innocuo. Non lo è mai stato, non lo sarà mai.

2 maggio 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Editoriali e commenti di oggi di Beppe Severgnini

Indignarsi può fare invecchiare meglio

Sabato 2 maggio 2026 di Carlo Verdelli

Alex, eroe che resta dentro di noi

Sabato 2 maggio 2026 di Stefania Craxi*

L'Europa rischia un declino silenzioso: è ora di andare oltre i dogmi del rigore

Venerdì 1 maggio 2026 di Paolo Di Stefano

Ricordare oggi il sacrificio di Marcinelle

Giovedì 30 aprile 2026 di Andrea Riccardi

Le guerre moderne non si vincono

Giovedì 30 aprile 2026 di Pietro Ichino

Non sia un giudice a fissare i salari

Giovedì 30 aprile 2026 LEGGI TUTTI Beppe Severgnini
    LEGGI TUTTI GLI ARTICOLI

    Le Newsletter del Corriere, ogni giorno un nuovo appuntamento con l'informazione

    Riceverai direttamente via mail la selezione delle notizie più importanti scelte dalle nostre redazioni.

    Iscriviti

    Condividi questo articolo