Levante, a Padova per la «data zero» del suo tour, incanta il pubblico con la sua voce roca e decisa
Atmosfera intima e potenza, fra gli applausi del Gran Geox e successi di ieri e di oggi
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Levante, a Padova per la «data zero» del suo tour, incanta il pubblico con la sua voce roca e decisa
di Gianni SciancaleporeAtmosfera intima e potenza, fra gli applausi del Gran Geox e successi di ieri e di oggi
Levante risorge alla dimensione tour-live e ha scelto il Veneto, Padova in particolare, per la “data zero” del suo “Dell’Amore club tour 2026” che poi toccherà tutta l’Italia. Ieri sera al Gran Teatro Geox uno show monumentale per la cantautrice siciliana d’origine (della provincia di Catania) ma torinese d’adozione (anche se ora vive a Milano) con i brani dei primi successi e quelli più recenti come “Sei tu” con cui quest’anno è tornata al Festival di Sanremo.
«E’ un po’ che non sono in tour e vediamo se so andare ancora in bicicletta» s’è schermita Levante al secolo Claudia Lagonia ma i dubbi si sono fugati subito con un’esibizione magistrale sotto tutti i punti di vista: voce roca e ficcante, movenze sul palco da performer felina, sempre convincente su una linea melodica dal ritmo “rockettaro”, accompagnata da una band di prim’ordine in versione classica chitarra, basso, batteria, tastiere e corista. Chapeau allo stage, con tendaggio di sfondo e ipnotici giochi di luce.
Il concerto è entrato nel vivo con “Lo stretto necessario”, canzone scritta da Levante con la collaborazione di Colapesce e Dimartino, tributo alla Sicilia, la loro terra d'origine. Al brano ha collaborato pure l’altra nota cantautrice siciliana Carmen Consoli. Levante l’ha portata al pubblico del Geox in una suggestiva versione solo chitarra e voce.
Poi “Leggera”, brano incluso pure nella colonna sonora del film Romantiche, inno alla resilienza gioiosa uscito – guarda caso - quando l’artista s’era fatta bionda carota. E dopo non poteva che esserci “Invincibile”, analisi di un rapporto d’amore da “né con te né senza di te”. Ed è stato tutto un crescendo con “Gesù Cristo sono io” (denuncia contro la violenza sulle donne), “Andrà tutto bene” (titolo che ricorda il periodo Covid ma uscito quasi un anno prima, testo sociale in cui si parla d’ambiente, immigrazione e della tragica morte di Stefano Cucchi, ammazzato di botte da alcuni carabinieri in caserma), “Mi manchi” (ballata sul dolore per un amore finito).
E qui il colpo di scena, a dimostrazione dello spirito di questo tour di Levante, manifesto già dal titolo, con la ricerca di una dimensione più intima in esibizioni in club o al massimo teatri: la cantante è scesa nel parterre, in mezzo agli spettatori, cantando (chitarra e voce) due brani molto sentiti come “Abbi cura di te” (affermazione dell’amore consapevole e maturo) e “Dall’alba al tramonto” (il saper affrontare la paura della fine e la capacità di rinascere). Un momento incredibile, con l’artista circondata dai fan, a un palmo da lei a seguire l’esibizione, emozione allo stato puro.
Per cantare “Sono blu” la cantautrice è tornata sul palco, continuando con altri successi dei suoi 13 anni di carriera (lei ne compirà 39 a fine mese) come “Vivo”, portata a Sanremo nel 2023 e “Non me ne frega niente”. Mentre attaccava “Maimai” altro colpo di scena, con conseguente sospensione dello show: una spettatrice s’è sentita male ed è stata portata all’aria fresca, con la cantautrice preoccupata per la sua sorte e subito tranquillizzata.
Rush finale col suo primo successo, “Alfonso” seguito dalla ormai mitologica “Sei un pezzo di me”, “Niente da dire”, “Sei tu”, “Duri come me” e infine “Tiki bom bom”, sonorità dance-pop, appello all’inclusività. Prima di salutare, l’omaggio al Veneto “che mi accoglie sempre con tanto calore” e che, lei non lo dice, per due anni – fra il 2015 e il 2017 – gli ha dato un marito, quel Simone Cogo da Bassano meglio noto come The Bloody Beetroots, disc jockey e polistrumentista fenomeno mondiale della musica dance elettronica, anche lui protagonista – fuori concorso – a Sanremo qualche anno fa. La ragazza ormai è donna (e madre della piccola Alma Futura così chiamata in onore di Dalla) e promette sempre meglio. Su Levante il sole della gran musica pop, con testi lirici e illuminanti, non accenna a tramontare.
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