Elezioni, il fantasma (o il miraggio) del pareggio
Corriere della Sera - Cultura

Elezioni, il fantasma (o il miraggio) del pareggio

Giovedì 30 aprile 2026
3 visualizzazioni

Il prossimo voto politico e il rischio di governi «troppo disuniti per governare» e coalizioni eccessivamente eterogenee e litigiose

Elezioni, il fantasma (o il miraggio) del pareggio

di Ferruccio de Bortoli | 30 aprile 2026

Il prossimo voto politico e il rischio di governi «troppo disuniti per governare» e coalizioni eccessivamente eterogenee e litigiose

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Si discute molto, e soprattutto dietro le quinte, della possibilità che le prossime elezioni politiche finiscano in pareggio. Le probabilità che la maggioranza di governo riesca a convergere su una nuova legge elettorale non sembrano elevatissime. 

La novità del movimento Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci complica gli scenari del centrodestra. Allearsi o non allearsi? Un dilemma lacerante ma difficilmente evitabile. Il paradosso delle opposizioni, così divise e paralizzate anche dal problema di identificare un candidato leader, è che si trovano nelle condizioni di sperare nel successo della formazione più estrema a destra, cioè del loro peggiore avversario. 

L’Italia si conferma una fucina di imprevedibili e fantasiose novità politiche. Se avesse in altri campi, dalla tecnologia all’industria, un simile livello di innovazione, crescerebbe a tassi invidiabili. L’ex vicepresidente del Consiglio, Marco Follini, ha scritto su La Stampa un articolo per certi versi profetico. Dopotutto il fantasma del pareggio può persino trasformarsi in un miraggio. Se lo scenario più probabile è quello di avere governi «troppo disuniti per governare», con coalizioni eccessivamente eterogenee destinate a litigare dopo il voto, tanto vale sperare in un pareggio. 

Un prezzo da pagare inferiore a tutti gli altri. In una tempesta globale meglio intese più larghe secondo una tradizione di pragmatismo del tutto italica. Suggestivo. Intanto il camaleontismo della classe dirigente italiana si esercita in quasi impercettibili movimenti di distinguo dal governo in carica, in una fase di oggettiva difficoltà, dopo anni di convinto e persino entusiasta consenso. La tradizione è rispettata.  

Iscriviti alle newsletter di L'Economia

Le idee di Ferruccio de Bortoli e Daniele Manca
I fatti e le persone letti attraverso la lente dell'economia.

E non dimenticare le newsletter
L'Economia Opinioni e L'Economia Ore 18

30 aprile 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultimi pubblicati LEGGI TUTTI Editoriali e commenti di oggi di Enzo D'errico

Un piano «B» per il campo largo

Giovedì 30 aprile 2026 di Paolo Valentino

Una diplomazia europea per Kiev

Mercoledì 29 aprile 2026 di Carlo Vulpio

In Puglia o a Roma cercasi posto per un Emiliano a fine carriera

Mercoledì 29 aprile 2026 di Danilo Taino

Libero barile in liberi Emirati

Mercoledì 29 aprile 2026 di Sabino Cassese

L'America che perde se stessa

Mercoledì 29 aprile 2026 di Rita Querze

Se a sparigliare le carte arriva la Confcgil

Mercoledì 29 aprile 2026 LEGGI TUTTI Frammenti

"Economia, politica, società: il punto sulle notizie del giorno a partire dai dettagli che le compongono - frammenti in grado di illuminare la realtà più profonda delle cose".

Frammenti, giorno per giorno.

Condividi questo articolo