I due Re
I due Re
di Massimo Gramellini | 30 aprile 2026I tuoi preferiti
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Mi sto scoprendo monarchico: inglese, naturalmente. Solo Trump, uno che monarca pensa di esserlo, poteva compiere il miracolo. E solo la ragion di Stato poteva mettere lui e Re Carlo, due persone che in comune non hanno nemmeno la lingua, intorno allo stesso tavolo di gala.
Viviamo tempi surreali, in cui un sovrano spiega in pubblico a un presidente eletto dal popolo il senso della democrazia, che non consiste solo nel diritto di voto, ma nell’equilibrio tra i poteri. Però viviamo anche tempi divertenti, almeno a tratti, come quando il britannico ha estratto dal fodero della sua dialettica un’arma sconosciuta all’americano: l’ironia. «Lei ha detto che, senza di voi, noi adesso parleremmo tutti tedesco, ma io le rispondo che, senza di noi, voi parlereste tutti francese». E Trump, che ignora il senso dell’umorismo e probabilmente anche la storia degli Stati Uniti, non sapeva se sorridere o arrabbiarsi, e nel dubbio manteneva la bocca storta e la faccia ingrugnita. Però taceva, e già l’aver ridotto al silenzio il più molesto parlatore dell’era contemporanea rappresenta per Carlo un titolo di merito che lo emenda, ai miei occhi, da certe punte di snobismo collerico di cui il suo carattere non è mai stato privo.
Raramente mi sono sentito rappresentato da qualcuno come da quest’uomo che pure non mi rappresenta. In mezzo a tanti politici che alimentano l’odio proclamandosene vittime, questo Re pieno di ironia, visione e cultura è proprio il leader che vorrei.
Le battute di Re Carlo alla Casa Bianca, il blob in stile humour inglese del sovrano
L'ironia di Re Carlo III che risponde a Trump: «Se non fosse per noi, oggi parlereste francese»
30 aprile 2026
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