Il jazz italiano «cinematico»
Corriere della Sera - Cultura

Il jazz italiano «cinematico»

Mercoledì 29 aprile 2026
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Oggi, nella Giornata internazionale del jazz, esce per Cam Sugar la colonna sonora del film «Smog» firmata da Piero Umiliani (con Chet Baker e Helen Merrill). Tra le pubblicazioni dell'etichetta milanese c'è anche «Boom!»: compilation-capolavoro con le migliori musiche da film made in Italy incise fra il 1959 e il 1969   

29 April 2026

Il jazz italiano «cinematico»

Oggi, nella Giornata internazionale del jazz, esce per Cam Sugar la colonna sonora del film «Smog» firmata da Piero Umiliani (con Chet Baker e Helen Merrill). Tra le pubblicazioni dell'etichetta milanese c'è anche «Boom!»: compilation-capolavoro con le migliori musiche da film made in Italy incise fra il 1959 e il 1969   

di Helmut Failoni

È un salto (musicale) improvviso all’indietro nel tempo. Quando il jazz faceva battere il piede e schioccare a tempo pollice e medio seguendo il ritmo di batteria e contrabbasso. E poi d’improvviso il sound vaporoso degli ottoni che riempiva lo spazio con nuvole di suonodalle quali si levava puntualmente un assolo. Trascinante. Senza sbavature. Pezzi brevi. Stacchi. Melodismo a profusione che spiccava il volo da un tessuto sonoro denso, mosso da ritmi influenzati anche dall’esotismo che in quegli anni si insinuava nel linguaggio jazzistico. 

Siamo in un tempo che - per usare un metafora - era in bianco e nero, ma che noi ora vediamo e percepiamo più a colori che mai. Con (probabilmente) anche un filo di nostalgia. È il nostro jazz. Il jazz made in Italy, fra la fine degli anni Cinquanta e la fine degli anni Sessanta. Quel jazz che finiva sul grande schermo a commentare e accompagnare le immaginidi film che sono stati non solo storici, ma anche leggeri, spensierati. Divertenti.  Le nostre orecchie venivano riempi di jazz cinematico.

Gli archivi dell’etichetta discografica Cam Sugar sono pieni di colonne sonore di quel periodo d’oro. Oggi, che fra l'altro è la Giornata internazionale del jazz(lo è diventata nel 2011 grazie a una proposta del pianista Herbie Hancock), esce quella del film Smog (1962) del regista Franco Rossi con le musiche di Piero Umiliani incise insieme alla tromba di Chet Baker e alla voce autunnale di Helen Merrill. Ma, fra l’ampia scelta offerta dall’etichetta milanese in questo ambito, svetta anche una raccolta, che ci sentiamo di definire imperdibile per gli appassionati del genere. Il disco - titolo: Boom! Italian jazz soundtracks at their finest (1959-1969) - è uscito qualche tempo fa (siamo nel 2022), ma oggi è l’occasione perfetta per parlarne e rilanciarlo. 

Ci troviamo di fronte a 33 brani accuratamente selezionati tra le centinaia di colonne sonore di matrice jazzistica custodite negli archivi Cam Sugar. Il disco contiene brani sceltissimi fra quelle registrate durante la stagione d’oro del jazz cinematico made in Italy, in un periodo compreso tra la fine degli anni Cinquanta e la fine degli anni Sessanta. In quegli anni – come ci ricordano dalla Cam - «seguendo il trend del genere Americano, in breve tempo, il jazz entra in quasi ogni tipo di film,dal mondo-movie (Le dolci notti) al documentario etnografico (Alla scoperta dell’Africa), dal film a episodi (3 notti d’amore) al noir (Chiamate 22-22 – Tenente Sheridan), dal dramma antonioniano (Un tentativo sentimentale) alla commedia all’italiana (Le ore dell’amore), dallo spy-movie (Sinfonia per due spie), fino all’horror (ll mostro di Venezia), contaminando persino le farse alla Totò e Franco & Ciccio (Letti sbagliati, Gli imbroglioni, Amore facile).

Jazz inteso nella sua accezione tradizionale di pre-avanguardia, di un Cool jazz di matrice californiana che tende la mano anche alla Bossa-nova e al Samba,rievocando qua e là gli umori delle sonorità di Stan Getz e di Charlie Byrd: impossibile non ricordare il loro disco Jazz Samba (Verve, 1962), che fu il primo album jazz a raggiungere la posizione numero 1 nella classifica Billboard 200 negli Stati Uniti. Jazz inteso anche nel senso di musica notturna e carica di sensualità. 

Ci sono i gruppi guidati, oltre che da Piero Umiliani (1926-2001), da Piero Piccioni (1921-2004), Ennio Morricone (1928-2020), Luiz Bonfá (1922-2001), Armando Trovajoli (1917-2013),Carlo Rustichelli (1916-2004), Riz Ortolani (1926-2014), Luis Bacalov (1933-2017), Marcello Giombini (1928-2003)... Compositori, grandi compositori per quel genere, e tutti più o meno della stessa generazione. 

Le trentatré tracce sono tutte di grande piacevolezza:le si possono ascoltare tanto con l'attenzione dell'appassionato, con la competenza dell'esperto, quanto con il disincanto della prima volta. A chi scrive sono piaciuti molto (chiudiamo la scelta a tre brani): Jumping di Amrando Trovajoli per il film Il vedovo (1959) di Dino Risi;  Blues a Milano di Piero Umiliani dal film a episodi di Massimo Mida Bianco, rosso, giallo, rosa (1964) e Dea di un sogno (versione per tromba e organo) di Piero Piccioni dal film Un tentativo sentimentale (1963) di Massimo Franciosa e Pasquale festa Campanile.   

Erano anche gli anni in cui ancora il jazz lo si andava a ballare nelle sale, anni in cui era più la regola che non l'eccezione che i quotidiani ne parlassero, con recensioni e interviste e fatti di cronaca. Anni in cui questa musica era paradossalmente più popolaredi oggi...   

Nell'immagine: un particolare della copertina del disco «Boom!» (Cam Sugar Records) dedicato alle colonne sonore di jazz italiano nel periodo 1959-1969. 

Su «la Lettura» #752, in edicola e in questa App, l'articolo di Helmut Failoni in occasione del centenario della nascita del compositore Piero Umiliani e dell'uscita (con inediti) per Cam Sugar della colonna sonora del film «Smog» (1962) di Franco Rossi.   

29 aprile 2026 ( modifica il 29 aprile 2026 | 19:27)

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