Libano, Georgia e Turchia: la culla della cultura del vino all’Osteria storica Morelli
L’esperienza nel locale di Pergine legato a SlowFood
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Libano, Georgia e Turchia: la culla della cultura del vino all’Osteria storica Morelli
di Redazione TrentinoL’esperienza nel locale di Pergine legato a SlowFood
L’Osteria storica Morelli di Canezza di Pergine ha appena festeggiato il primo anno della nuova gestione. Fabio Ferro in cucina e Nicola Masa in sala, supportati da quattro soci non operativi, hanno mantenuto l’identità del locale, apportando però le loro idee e il loro stile. L’Osteria fa sempre parte della rete SlowFood, che ne ha confermato la chiocciola e lo scorso anno ha assegnato all’Osteria il premio speciale «OstiNati». Il 7 maggio verrà proposta una cena a tema per presentare alcuni vini inseriti nella carta. Si tratta dei vini delle origini, prodotti dove la cultura del vino ha avuto origine: il Libano, la Georgia, la Turchia. La narrazione gastronomica proposta non è una semplice selezione di etichette, ma un’indagine antropologica. Il vino, prima di essere piacere edonistico, è stato religione, cultura e fondamento di civiltà. Il percorso parte dalle vette del Caucaso, in quella Georgia che la storia riconosce come la culla della viticoltura. Assaggiare un vino affinato nelle qvevri (le anfore interrate) significa bere la stessa linfa che ottomila anni fa sancì il passaggio dell’uomo dal nomadismo alla stanzialità. È il sapore della terra che si fa spirito.
Tra Libano, Creta e Sicilia
Il viaggio prosegue seguendo le rotte solcate dai popoli del mare. Dalle valli del Libano, dove i Fenici trasformarono il commercio del vino in un linguaggio universale, il testimone passa alle isole del Mediterraneo. Cipro, Creta, la Sicilia: ogni tappa è un tassello di un mosaico che vede la vite addomesticata piegare la natura selvaggia al genio umano. «Il vino non è solo una bevanda; è il sangue della storia, l’elemento che ha legato il sacro al profano, il simposio greco alla liturgia cristiana». I piatti non sono semplici comprimari. Ogni portata è costruita per dialogare con le origini. Se il vino racconta la nascita della viticoltura, la cucina risponde con sapori che evocano la trasformazione della terra in cultura. Ingredienti ancestrali, cotture sapienti e accostamenti che rispettano l’eredità dei popoli che per primi hanno compreso la magia della fermentazione.
L'attenzione al territorio
Il menù, ideato da Fabio Ferro, sarà una proposta coerente con l’origine dei vini, che si degusteranno quindi con un menù spiccatamente mediorientale, rivisitato dallo chef. Non è solo un’esperienza culinaria, ma una presa di coscienza, anche in questo momento dove questi Paesi stanno vivendo drammi e tragedie profonde, che ci fanno troppo spesso dimenticare che la nostra cultura, la nostra civiltà, la nostra religione lì hanno avuto origine. Nelle cene a tema proposte dall’Osteria si cerca possibilmente un intreccio tra cultura enogastronomica, storia, antropologia, perché il piacere del cibo non sia mai fine a sé stesso. La proposta SlowFood non può infatti prescindere da una profonda attenzione al territorio, alla sua storia, all’aspetto umano della produzione del cibo.
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29 aprile 2026
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