L’ebreo spara agli antifascisti, così la storia si ribalta
L’ebreo spara agli antifascisti, così la storia si ribalta
risponde Aldo CazzulloI tuoi preferiti
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Caro Aldo,
che grande cavolata ha fatto questo Eithan Bondi. Forse credeva essere un colono in Cisgiordania dove tutto è permesso al fanatico israeliano di turno.
Con un atto criminale del genere ha reso possibile la fusione tra antisemiti fascisti ed ebrei estremisti! Ed ora assisteremo anche a una valanga degli odiatori di professione contro tutti gli ebrei, senza distinzione! L’odio sta ottenebrando tutto e tutti. Che tristezza...
Pierluigi Ziliotto, Verona
Caro Pierluigi,
in effetti assistiamo a un clamoroso ribaltamento della storia. Un giovane ebreo spara contro due pensionati dell’Anpi, che idealmente rappresentano i partigiani che si batterono contro i nazifascisti i quali portavano gli ebrei italiani ad Auschwitz. Manifestanti sedicenti antifascisti cacciano dal corteo del 25 aprile la Brigata ebraica, che si batté al fianco degli Anglo-americani, e quindi dei partigiani, contro i fascisti; mentre a Gerusalemme il Gran Mufti, zio di Arafat, suggeriva ai nazisti di sterminare gli ebrei avvelenando l’acquedotto (i nazisti risposero di no: erano anche loro antisemiti, però avvelenare l’acquedotto pareva persino a loro un po’ troppo). A me piace ricordare anche luminose figure di partigiani ebrei, come Emanuele Artom, la cui foto torturato, umiliato, a cavallo di un asino fu diffusa dai nazifascisti come un monito, che in realtà svelava la loro barbarie.
Questo accade perché della Resistenza e della Liberazione ormai a quasi tutti non importa nulla. Il ricordo della Resistenza, quella vera, della lotta al nazifascismo si stempera sempre di più, si offuscherà nella memoria man mano che gli ultimi testimoni se ne andranno. Sempre più italiani penseranno che il Duce era un genio, anche se aveva dichiarato guerra contemporaneamente all’Impero britannico, agli Stati Uniti d’America e all’Unione sovietica. Sempre più italiani penseranno che i partigiani erano mostri assetati del sangue dei poveri e innocenti ragazzi di Salò. E ci sarà sempre qualche imbecille che, recitando la parte dell’«antifa» duro e puro, rappresenterà un alibi per gli anti-antifascisti.
29 aprile 2026
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