Manuel Agnelli a Napoli: «La nuova scena suona davvero». Al via Suoni dal Futuro, dedicata agli under 30
All’Auditorium Novecento tre giorni dedicati agli artisti under 30: il leader degli Afterhours inaugura il progetto che rilancia la musica live e annuncia il tour celebrativo del 2027
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Manuel Agnelli a Napoli: «La nuova scena suona davvero». Al via Suoni dal Futuro, dedicata agli under 30
di Carmine AymoneAll’Auditorium Novecento tre giorni dedicati agli artisti under 30: il leader degli Afterhours inaugura il progetto che rilancia la musica live e annuncia il tour celebrativo del 2027
«Quando mia figlia ha iniziato a suonare in una band sono andato ad ascoltarla nei posti più disparati. Mi aspettavo confusione e approssimazione, invece ho trovato una miniera di talento».
Manuel Agnelli parte da un’esperienza personale per raccontare la genesi di Suoni dal Futuro, il progetto che da domani a sabato approda all’Auditorium Novecento di Napoli.
«Questi ragazzi suonano davvero: strumenti veri, niente scorciatoie, scrivono canzoni che nascono da un bisogno autentico. Non cercano di essere più cool, cercano un linguaggio per stare meglio dentro ciò che vivono».
Il leader degli Afterhours inaugura la tre giorni con un incontro aperto al pubblico, dando avvio a un percorso che si propone di rimettere al centro la dimensione più concreta e meno filtrata della musica: quella del palco, dell’errore, della crescita.
«Dopo anni dominati dall’io, questi artisti stanno riportando un senso di comunità che sembrava smarrito. Non inseguono status o simboli di successo: vogliono sentirsi meno soli, trovare affinità, costruire relazioni attraverso la musica».
Suoni dal Futuro nasce dall’incontro tra Agnelli, il collettivo Germi – Luogo di Contaminazione e la SIAE, e si configura come un progetto triennale rivolto a musicisti tra i 15 e i 30 anni. L’obiettivo è sottrarre la nuova scena all’ossessione dei numeri e restituirle spazi reali di espressione.
Non un semplice cartellone di concerti, ma un’infrastruttura culturale che mette in rete club, artisti e pubblico, offrendo occasioni di visibilità e formazione lungo tutta la penisola.
Il calendario napoletano riflette questa impostazione: ogni serata accosta progetti principali e aperture selezionate, delineando una mappa eterogenea della nuova produzione indipendente. Si parte con Dlemma e Mars On Suicide, seguiti da Dirty Noise e Grida, fino a Kahlumet e Wayloz, in un’alternanza di linguaggi che attraversa rock, elettronica e nuove declinazioni del cantautorato.
Alle spalle c’è l’esperienza di Carne Fresca, la rassegna avviata nel 2024 negli spazi di Germi, da cui è emersa una rete concreta di opportunità: palchi importanti, collaborazioni discografiche, passaggi radiofonici. Un laboratorio che oggi evolve in una dimensione più ampia e strutturata.
«Stiamo cercando di accompagnarli senza forzature - spiega Agnelli - lasciando che sbaglino, che trovino una loro direzione. È il percorso che conta, non la performance immediata».
In questo contesto, il ruolo della SIAE si lega alla tutela del diritto d’autore e alla valorizzazione della creatività originale. «La musica vive quando è libera e condivisa», sottolinea il presidente Salvatore Nastasi, evidenziando come il progetto punti a sostenere una generazione che cerca nuovi equilibri tra espressione artistica e sostenibilità professionale.
Agnelli, intanto, guarda oltre l’immediato: «Questa generazione andrà avanti comunque. È la prima a percepire chiaramente una frattura rispetto al passato e proprio per questo ha la necessità di costruire un’identità più sincera. Suonano ovunque, perché è una necessità vitale».
Napoli diventa così una tappa simbolica di un percorso più ampio, in cui la musica torna a essere spazio di ricerca e condivisione, lontano dalle metriche e vicino alle persone.
Intanto il leader degli Afterhours ha annunciato che l’11 febbraio 2027 alla Casa della Musica di Fuorigrotta, la band approderà per presentare il nuovo tour per celebrare 40 anni di musica e 25 dell’album «Quello che non c’è».
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