Gabriella Genisi dice addio a Lolita Lobosco: «Ho finito l'ultimo romanzo della serie, adesso voglio fare altro»
Corriere della Sera - Cultura

Gabriella Genisi dice addio a Lolita Lobosco: «Ho finito l'ultimo romanzo della serie, adesso voglio fare altro»

Mercoledì 29 aprile 2026
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La scrittrice pugliese annuncia lo stop ai romanzi sulla vicequestora di Bari interpretata da Luisa Ranieri nella fiction su Rai 1. «Una scelta difficile e onesta intellettualmente»

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Gabriella Genisi dice addio a Lolita Lobosco: «Ho finito l'ultimo romanzo della serie, adesso voglio fare altro»

di Bepi Castellaneta

La scrittrice pugliese annuncia lo stop ai romanzi sulla vicequestora di Bari interpretata da Luisa Ranieri nella fiction su Rai 1. «Una scelta difficile e onesta intellettualmente»

Ai tanti lettori sparsi ormai per il mondo non resta che farsene una ragione: per un bel po’ di tempo dovranno rinunciare a Lolita Lobosco. Lo dice chiaro e tondo la regina internazionale del giallo targato Puglia, Gabriella Genisi. Che avverte: «Scrivo l’ultimo capitolo, poi ci sarà una pausa e sarà bella lunga». Lei, la scrittrice di Mola di Bari che ha creato la vicequestora più famosa d’Italia interpretata da Luisa Ranieri nella fiction dei record su Rai 1, ha le idee chiare: non guarda indietro, ma tira dritto verso nuovi progetti. E, soprattutto, esclude qualsiasi ripensamento.

Genisi, ma davvero ha deciso di mettere la parola fine alla storia di Lolita?
«Per ora ho messo la parola fine al dodicesimo capitolo della serie».

E poi?
«E poi sì, con Lolita per il momento ho chiuso».

È un addio o un arrivederci?
«Posso dire che ci sarà un lungo stop. E comunque mai dire mai».

Quindi lascia aperto uno spiraglio?
«Ci sono personaggi che sono tornati dopo diverso tempo: penso all’Alligatore di Massimo Carlotto che è riapparso dopo otto anni. Chissà, in futuro potrebbe accadere anche per Lolita.».

Ma perché abbandonare una protagonista di così grande successo?
«Ho bisogno di misurarmi con sfide diverse».

Vale a dire?
«Nuovi personaggi, altre storie, ambientazioni differenti. E poi voglio essere chiara: temo che portando avanti lo stesso personaggio il lettore avverta una certa stanchezza».

Non si direbbe, almeno a giudicare da quanti attendono il ritorno di Lolita.
«In effetti ricevo tanti messaggi».

Che cosa le chiedono?
«Vogliono sapere tutto di lei: che fine ha fatto, dove si trova. In ogni caso quello in arrivo è l’ultimo capitolo».

Ha già deciso il titolo?
Ci sono due ipotesi, la cosa certa è che per il momento non ci sarà un seguito».

Una scelta difficile.
«Difficile e nello stesso tempo onesta intellettualmente. Sicuramente sarebbe stato più comodo continuare».

Perché invece ha imboccato proprio la strada in salita?
«Perché sono una persona creativa e voglio cimentarmi con qualcosa di diverso».

Adesso che cosa sta scrivendo?
«Il 26 maggio esce per Rizzoli "Come la rosa", un libro ispirato alla storia della cantante Graziella Franchini, in arte Lolita, uccisa il 27 aprile del 1986 a Lamezia Terme; poi è la volta di un giallo Mondadori».

Ma per chi scrive è più difficile portare avanti un personaggio seriale o crearne uno nuovo?
«La serialità può creare dei problemi».

Quali?
«Impedisce di concentrarti su altri progetti».

Però può offrire anche maggiore spazio.
«Secondo me lo spazio ideale è la trilogia».

Lei di protagonisti seriali ne porta avanti persino due: oltre alla barese Lolita Lobosco c’è la salentina Chicca Lopez, maresciallo dei carabinieri.
«È vero, ma sono figure completamente diverse: una solare e prorompente, l’altra ombrosa e spigolosa».

Quali sono i tratti in comune?
«Non si piegano ai compromessi e hanno un grande senso della giustizia».

Entrambe lottano contro stereotipi e discriminazioni di genere.
«Trovo che scrivere di donne sia un atto politico, è giusto raccontare le difficoltà che incontrano per emergere nel mondo del lavoro».

A Chicca Lopez sono dedicati quattro libri. La serie andrà avanti?
«Vedremo. Nel frattempo l’ho spedita in Vermont. Di certo presto apparirà sugli schermi televisivi perché sarà protagonista di una fiction».

A proposito: lei dice addio a Lolita, ma già è in preparazione la nuova stagione della serie che ha spopolato su Rai 1.
«È vero, lo ha annunciato la protagonista Luisa Ranieri».

Quella fiction ha conquistato il pubblico. C’è però qualcosa che l’ha lasciata perplessa quando l’ha vista?
«No, anzi ho ritrovato in pieno il mio personaggio. E devo dire che non avrei mai potuto sperare in una protagonista migliore di Luisa Ranieri. Poi è chiaro che nel racconto televisivo alcune cose possono cambiare».

Per esempio?
«In tv si è voluto puntare molto sul personaggio e sui temi da commedia».

Le è dispiaciuto?
Al contrario, trovo che sia giusto così perché il pubblico è differente. E di questo bisogna tenere conto».

Quante ore al giorno scrive?
«Scrivo sempre, soprattutto nel pomeriggio, quando sono a letto. Non ho una regola precisa: il problema è che utilizzo il computer ma uso un dito solo».

Nei libri su Lolita e in televisione emerge una Bari luccicante che ha incantato lettori e spettatori. Nel suo ultimo romanzo “La specchia del diavolo” con protagonista Chicca Lopez ha fatto una scelta completamente diversa.
«Ho deciso di ambientare la storia in un Salento oscuro, cupo, distante dalla solita narrazione di quei luoghi».

Come ha fatto a restituire un quadro così nitido di un territorio per certi aspetti sconosciuto?
«Mi sono documentata a lungo, come faccio sempre prima di cominciare a scrivere. Sono andata alla libreria Idrusa di Alessano e ho acquistato 50 libri a tema Salento studiando leggende, letteratura, poesie. Poi ho esaminato i giornali, 20 anni di cronaca giudiziaria salentina».

È vero che sognava di fare la giornalista?
«Sì, al liceo sceglievo sempre i temi di attualità. Ma non solo. Una mia grande passione è sempre stata l’architettura. E forse non a caso da anni coltivo il progetto di un libro con protagonista una casa. Chissà, vedremo».

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