Odiata da un secolo
Odiata da un secolo
di Massimo Gramellini | 29 aprile 2026I tuoi preferiti
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È tutta la vita che qualcuno augura a Liliana Segre di morire. Glielo gridavano al telefono quando aveva otto anni, nella Milano delle leggi razziali. E glielo ribadiscono sui social oggi, che di anni ne ha quasi novantasei. «Ma perché non muori?». E lei, a cui non fa difetto la corazza dell’autoironia, risponde: «Abbiate ancora un attimo di pazienza». Trump si chiede perché tutti lo odiano, ma evidentemente non si è mai ascoltato parlare. Mentre chiunque abbia ascoltato parlare Liliana Segre si chiede come sia possibile odiarla. Quella donna è l’incarnazione del buon senso e della libertà di pensiero. «Sento una profonda repulsione verso il governo Netanyahu e le componenti fascistoidi e razziste al potere in Israele», disse al Corriere meno di un anno fa. Che cosa avrebbe dovuto dire di più e di meglio per meritarsi il plauso o almeno l’indifferenza di chi le augura incessantemente di togliere il disturbo?
L’odio è l’olio dei social: ne lubrifica gli ingranaggi con cui, giorno dopo giorno, sommerge i residui di decenza e persino i tabù. L’ultimo rimasto, forse, era proprio il rispetto e la tenerezza che si devono agli anziani e ai bambini. Liliana Segre era detestata da bambina e continua a esserlo da anziana. Così uno finisce per chiedersi il perché. Fanatica? No. Attaccabrighe? Nemmeno. Fiancheggiatrice dei macellai di Gaza? Al contrario. A questo punto vado per esclusione: non sarà che la odiano perché da quasi novantasei anni si ostina a essere ebrea?
29 aprile 2026
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