La Cina allenta la pressione scolastica: meno compiti e verifiche, più tempo per il benessere degli studenti
In Cina prende forma un nuovo orientamento politico in materia di istruzione, con l’obiettivo dichiarato di ridurre la pressione sugli studenti e migliorare il loro equilibrio psicofisico
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La Cina allenta la pressione scolastica: meno compiti e verifiche, più tempo per il benessere degli studenti
di Camilla SernagiottoIn Cina prende forma un nuovo orientamento politico in materia di istruzione, con l’obiettivo dichiarato di ridurre la pressione sugli studenti e migliorare il loro equilibrio psicofisico
Immagine creata con ChatGPT
In Cina sta emergendo un nuovo indirizzo politico nel settore educativo, con l’intento esplicito di diminuire il carico di stress sugli studenti e favorire il loro benessere complessivo. Il Ministero dell’Istruzione ha reso noto un pacchetto di interventi che incidono direttamente su compiti, valutazioni e organizzazione del tempo scolastico, con l’obiettivo di rendere meno pesante un sistema da lungo tempo ritenuto estremamente competitivo e impegnativo. Il 27 marzo 2026, il Ministero dell’Istruzione cinese ha diffuso un documento ufficiale attraverso la piattaforma WeChat in cui viene delineato un nuovo quadro regolatorio. Le scuole vengono invitate a limitare i compiti a casa e a non sottrarre tempo alle pause degli studenti, con l’obiettivo di favorire la salute fisica e mentale dei ragazzi. Nel testo si stabilisce inoltre che gli istituti non possono organizzare verifiche con troppa frequenza né aumentare il «carico di studio sugli studenti». La linea indicata dalle autorità punta a contenere una pressione accademica ritenuta eccessiva.
Un cambio di approccio sullo studio
La decisione si inserisce in un più ampio tentativo delle autorità cinesi di ridurre lo stress scolastico, segnando un progressivo allontanamento da una tradizione educativa in cui lo studio intenso e il rendimento elevato sono stati a lungo considerati centrali. Secondo gli esperti, l’elevata quantità di compiti assegnati nelle scuole è una pratica diffusa e contribuisce a problemi come la mancanza di sonno e un aumento dei livelli di ansia e depressione tra gli studenti.
Le misure già introdotte
Già nel novembre scorso, le autorità avevano disposto che le scuole dovessero «controllare in modo rigoroso» il volume complessivo dei compiti assegnati. Nello stesso provvedimento era stato previsto che gli studenti della scuola primaria e secondaria svolgessero almeno due ore di attività fisica ogni giorno. Un altro punto rilevante riguarda la scuola dell’infanzia, dove viene vietato l’anticipo dei programmi della scuola primaria e l’adozione di metodi didattici non adeguati all’età dei bambini.
Esami e valutazioni sotto stretta regolazione
Le nuove regole intervengono anche sul sistema delle verifiche. Le scuole primarie e secondarie non possono organizzare esami con finalità selettive né utilizzare i risultati per creare classifiche o meccanismi di competizione tra istituti. È inoltre vietato premiare o penalizzare gli insegnanti in base alla «esaltazione dei migliori risultati» negli esami di accesso all’università, nel tentativo di ridurre la pressione legata alla performance. Un’attenzione specifica è rivolta anche ai momenti di riposo: le scuole non devono in alcun modo ridurre le pause degli studenti o impedirne l’uscita dall’aula durante gli intervalli. La tutela del tempo libero all’interno della giornata scolastica viene quindi indicata come elemento centrale del nuovo impianto normativo.
Nuove vacanze e iniziative simboliche
Parallelamente, la Cina ha annunciato l’introduzione di nuove vacanze scolastiche in primavera e in autunno, che si aggiungono ai tradizionali periodi di sospensione estivi e invernali. In questo contesto, la Southwest Vocational College of Aviation, nella provincia del Sichuan, ha comunicato che la pausa primaverile di sei giorni, prevista dal 1° al 6 aprile, sarà dedicata al tema «vedere i fiori e vivere la primavera romantica». L’iniziativa si inserisce in un più ampio sforzo delle autorità per promuovere attività creative e, al tempo stesso, sostenere i consumi interni e incentivare nuovi modelli sociali.
28 aprile 2026
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