Il successore di Beatrice Venezi alla Fenice? Per ora nessuno all’orizzonte. «Non è una figura obbligatoria»
Venezia, la fondazione del teatro non pensa a una sostituzione immediata della direttrice per evitare polemiche
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Il successore di Beatrice Venezi alla Fenice? Per ora nessuno all’orizzonte. «Non è una figura obbligatoria»
di Vera MantengoliVenezia, la fondazione del teatro non pensa a una sostituzione immediata della direttrice per evitare polemiche
Dopo il caso Venezi la Fenice si prende una pausa su eventuali nomine future. Non ci sono infatti all’orizzonte nomi di direttori o direttrici musicali per sostituire l’incarico che Beatrice Venezi avrebbe dovuto assumere il prossimo ottobre nel teatro veneziano. «Non è una figura obbligatoria, non è urgente procedere a questa nomina — ha detto lo stesso sovrintendente Nicola Colabianchi —. Abbiamo tempo di rifletterci e troveremo la soluzione più opportuna».
Dopo la brusca chiusura della collaborazione con la direttrice d’orchestra Venezi, il sovrintendente prende tempo. In questi mesi il rapporto con lavoratori e lavoratrici si è sfilacciato al punto da logorarsi alla radice e imporre un altro nome rischierebbe di scatenare di nuovo il caos.
I nomi eccellenti del passato
D’altronde nella storia recente del teatro veneziano di direttori musicali ce ne sono stati tre: lo svizzero Marcello Viotti dal 2002 fino all’improvvisa morte del 2005, l’israeliano Eliahu Inbal dal 2007 al 2010 e Diego Matheuz dal 2011 al 2014. Tutte figure di spicco nel panorama internazionale, Viotti viene ricordato per aver accompagnato Coro e Orchestra verso una stagione di rinascita musicale dopo il disastroso incendio del 29 gennaio 1996. Mancato improvvisamente a soli 50 anni, Viotti fu una figura fondamentale nella fase in cui, prima della riapertura del Teatro, Coro e Orchestra si esibivano tra il Teatro Malibran e il PalaFenice.
Un grande ruolo lo ha avuto anche Eliahu Inbal tanto che nel 2026 proprio alla Fenice sono stati celebrati gli 80 anni del Maestro e il suo legame cinquantennale con Venezia nei suoi vari e diversi ruoli. Una figura, quella del direttore musicale, compensata alla Fenice negli ultimi anni dalla presenza del Maestro sudcoreano Chung Myung-whun, ora direttore musicale del Teatro Alla Scala.
Un ruolo non menzionato nello statuto
Il direttore avrebbe il compito di curare la qualità dell’orchestra, di tirarne fuori carattere e anima partecipando alla selezione dei musicisti ai concorsi, e di farla emergere collaborando con il direttore artistico, in questo caso Nicola Colabianchi, per la programmazione della stagione. Da qui la richiesta delle maestranze di revoca di Venezi non in quanto donna e giovane, ma in quanto non all’altezza del ruolo assegnatole.
Ora il posto rimarrà vacante, almeno per un bel po’. C’è da dire inoltre che nello Statuto della Fondazione, approvato l’ultima volta nel 2014, il direttore musicale non è nemmeno mai nominato, ma potrebbe rientrare nell’articolo 10 sui poteri del sovrintendente che può nominare «i propri consulenti e collaboratori come il direttore artistico, il direttore amministrativo e il direttore generale».
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28 aprile 2026 ( modifica il 28 aprile 2026 | 10:14)
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