Quando Andrea Pazienza, vestito di bianco, dipinse il murale «napoletano»
Il MAXXI ha restaurato la grande opera ora in esposizione nell'omaggio all'artista per i 70 anni dalla nascita. Poi tornerà alla Mostra d'Oltremare
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Quando Andrea Pazienza, vestito di bianco, dipinse il murale «napoletano»
di Natascia FestaIl MAXXI ha restaurato la grande opera ora in esposizione nell'omaggio all'artista per i 70 anni dalla nascita. Poi tornerà alla Mostra d'Oltremare
2 maggio 1987, Andrea Pazienza dipinge il murale alla Mostra d'Oltremare
Maglia e pantaloni bianchi e sopra una cascata di riccioli neri. Era bello Andrea Pazienza e ancora di più pareva quel 2 maggio del 1987 quando a Napoli, alla Fiera del Fumetto della Mostra d’Oltremare, con un pennello grosso in una mano e un barattolo di colore nell’altra, diede corpo su una grande parete, davanti al pubblico sbalordito, alle sue visioni: guerrieri, cavalli, leoni e avvoltoi. Polemos, guerra più che pace, come quella che aveva nel cuore. Un anno e un mese dopo, infatti, morì per overdose. La scena e la forma del murale che realizzò e che rappresenta una delle sue opere più rilevanti, fanno pensare ai bassorilievi dell’arte classica. O, forse, chi può dirlo, aveva ancora negli occhi il mosaico di Alessandro con la battaglia di Isso, allora come ora conservato al Museo Archeologico di Napoli. Per qualcuno, invece, l’opera ricorda Guernica di Picasso. Di fatto è la testimonianza di un grande talento, soprattutto se si pensa che fu creata senza cartoni preparatori.
Le riprese di Luigi Bontà Polito immortalarono il suo dipingere in estemporanea e oggi quelle immagini appaiono un frammento caduto dritto dal cielo in piena Fuorigrotta. Per questo è una bella notizia che il murale napoletano sia tra i cult della mostra Andrea Pazienza - Non sempre si muore a cura di Giulia Ferracci e Oscar Glioti al Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma che ne ha anche finanziato il nuovo restauro. Non solo. Grazie a un contributo di Palazzo San Giacomo, dopo l’esposizione (che termina il 27 settembre) tornerà a Napoli dove sarà esposto alla Mostra d’Oltremare in una nuova collocazione «pensata per renderlo stabilmente accessibile al pubblico» assicura una nota.
«L’opera di Pazienza è tra le più apprezzate dell’arte del fumetto a Napoli - dice il presidente della Mostra d’Oltremare Remo Minopoli -. Purtroppo negli anni non è sempre stato possibile garantire ai cittadini e ai turisti la possibilità di visitarla. Per questo siamo estremamente felici di poterla restituire alla collettività, una volta rientrata dalla mostra romana, in esposizione presso la Mostra d’Oltremare». «Dal MAXXI a Napoli - aggiunge la consigliera delegata della Mostra d’Oltremare Maria Caputo - torna un pezzo unico del patrimonio artistico e sarà presto fruibile da tutti».
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