Ticino e lontano
Ticino e lontano
di Massimo Gramellini | 28 aprile 2026I tuoi preferiti
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Da quando la Svizzera, in un momento di sensibilità, ha avuto l’idea di far pagare all’Italia le spese ospedaliere degli ustionati di Crans Montana, la simpatia che da sempre caratterizza i rapporti tra i due popoli confinanti ha raggiunto vette inesplorate. «La richiesta di Berna è abominevole» ha detto Attilio Fontana, presidente leghista della Lombardia, forse per distinguersi dalla premier Giorgia Meloni che l’aveva considerata «ignobile». La Lega dei Ticinesi ha risposto con altrettanta cordialità, definendo quelli dei nostri governanti «starnazzi» e «tempesta di cacca italica», e minacciando ritorsioni sui frontalieri. Se ai nostri vicini del Sud non sta bene pagare per i loro concittadini, a noi non sta bene che paghino i contribuenti elvetici». «Parlano loro, che ogni giorno vengono a scaricare l’immondizia da noi per evadere la tassa sui rifiuti!» è stata l’inoppugnabile replica di un vicino del Sud (cioè di Varese) sui social.
In questa disfida dei dané si fa fatica a rimanere neutrali: da italiani, ma anche da esseri umani. Però colpisce che, tra chi si insulta al di qua e al di là di Chiasso, molti appartengano alla stessa famiglia, quella dei sovranisti. Fratelli che si comportano come figli unici, dato che per sua natura ogni sovranista pretende di sovraneggiare sugli altri. Al fine di riportare un po’ di serenità servirebbe un paciere che, pur condividendo la loro visione del mondo, facesse della pacatezza il suo tratto distintivo. Che ne direste di Trump?
28 aprile 2026
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