Musica, da Mozart a Beethoven: i concerti dell'orchestra Haydn con Takács-Nagy
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Musica, da Mozart a Beethoven: i concerti dell'orchestra Haydn con Takács-Nagy

Lunedì 27 aprile 2026
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Il maestro ungherese dirige l’orchestra con capolavori del Classicismo. Un percorso tra tradizione musicale e originalità dei compositori

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Musica, da Mozart a Beethoven: i concerti dell'orchestra Haydn con Takács-Nagy

di Lucia Munaro

Il maestro ungherese dirige l’orchestra con capolavori del Classicismo. Un percorso tra tradizione musicale e originalità dei compositori

Da Mozart a Haydn e Beethoven. Il maestro Gábor Takács-Nagy ha scelto un repertorio dedicato a alcuni capolavori del Classicismo per la stagione sinfonica dell’Orchestra Haydn. In programma l’Adagio e Fuga per orchestra d’archi K 546 di Wolfgang Amadeus Mozart, la Sinfonia n. 92 Oxford di Joseph Haydn e la Sinfonia n. 8 op. 93 di Ludwig van Beethoven. Tre le date del concerto della Haydn diretta da Gábor Takács-Nagyl: martedì all’Auditorium di Bolzano (ore 20), mercoledì all’Auditorium Santa Chiara di Trento (ore 20:30) e giovedì al Kurhaus di Merano (ore 20).

Il maestro ungherese

Gábor Takács-Nagy prima di dedicarsi alla direzione d’orchestra, ha avuto un’importante carriera come violinista. A Budapest, dove ha studiato alla Franz Liszt Academy of Music, ha fondato nel 1975 il Takács Quartet, di cui ha fatto parte fino al 1992, incontrando musicisti di grande fama, da Menuhin a Rostropovich. Come direttore d’orchestra è considerato uno dei più autentici esponenti odierni della musica ungherese.

I tre concerti

I brani presentati nei tre concerti in Trentino-Alto Adige tracciano un percorso tra tradizione musicale e originalità dei compositori prescelti. Tra i massimi contributi di Mozart all’arte del contrappunto, la Fuga in do minore K 546 fu composta in origine per due pianoforti e successivamente rielaborata per archi con l’aggiunta di un Adagio introduttivo. 

Improntata a un clima di estrema severità, la composizione del 1788 sviluppa tutti gli artifici del contrappunto, valendosi di una tecnica e di un controllo espressivo che rivelano una profonda assimilazione da parte di Mozart della lezione di Bach. Ultima delle tre dedicate a «Son Excellence Monseigneur le Comte d’Ogny», uno degli aristocratici che aveva già commissionato a Haydn le sei celebri Sinfonie parigine, la Sinfonia n. 92 è considerata una delle più straordinarie della sterminata produzione sinfonica di Haydn. Il compositore doveva essere particolarmente soddisfatto di questa partitura, tanto da sceglierla per l’esecuzione a Oxford in occasione del conferimento del titolo honoris causa ricevuto nel luglio del 1791: da allora la Sinfonia è conosciuta come «Oxford». L’Ottava Sinfonia di Beethoven fu eseguita per la prima volta in pubblico nel 1814 sotto la direzione dell’autore. Definita dallo stesso Beethoven, la «piccola Sinfonia» presenta proporzioni contenute che sembrano richiamare modelli settecenteschi, con tratti umoristici e talvolta burleschi.

Curioso il commento dell’artista Alberto Savinio, fratello di De Chirico. Pittore, scrittore e compositore, Savinio suddivideva le sinfonie di Beethoven tra quelle «fatali» con i numeri dispari, la Tre, Cinque, Sette e Nove. E quelle «piane, bianche» con i numeri pari, la Due, Quattro, Sei e Otto, in cui Beethoven esprimeva, per Savinio, arte divina, libera dal pathos del destino.

27 aprile 2026 ( modifica il 27 aprile 2026 | 10:26)

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