Perché la guerra in Ucraina è in una cappa d'indifferenza?
Corriere della Sera - Cultura

Perché la guerra in Ucraina è in una cappa d'indifferenza?

Lunedì 27 aprile 2026
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Perché la guerra in Ucraina è in una cappa d'indifferenza?

risponde  Luciano Fontana

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(SOLINAS)

Caro Direttore, 
tutti sono stanchi delle guerre, specialmente chi le fa e chi le subisce. Ma quella tra Russia e Ucraina supera tutte le evidenze. La Russia, che l’ha iniziata, si trova inchiodata da 4 anni sulle stesse posizioni senza spiragli di uscita, ma con costi umani che non conosceremo mai nella loro tremenda entità. Mosca non sa come uscire da questo groviglio in modo onorevole. L’Ucraina continua a sua volta a difendere la sua integrità con una volontà encomiabile, con sacrifici, perdite umane, ma con incrollabile determinazione. Sono tutti stanchi e sperano e attendono di trovare un punto di incontro comune che possa mettere fine a questo inutile massacro.Luciano Giuliani

Caro Giuliani, 
Non c’è solo stanchezza ma anche una cappa di indifferenza che ormai avvolge la guerra tra Russia e Ucraina. Continuano i bombardamenti, i lanci di missili e droni, le morti e le distruzioni. Ma l’impatto sulle opinioni pubbliche è sempre più basso: solo gli ucraini cercano di farsi sentire, gridando quanto sia grande la loro sofferenza. Naturalmente pesa l’apertura di tanti altri fronti di guerra (l’ultimo nel Golfo) che distolgono l’attenzione e, soprattutto, riducono il sostegno politico e pratico a Kiev. L’America di Trump ha fatto una scelta di campo: sempre più in sintonia con Putin, sempre più critica nei confronti di Zelensky da cui si vorrebbe, a questo punto, solo una resa. L’Europa è riuscita a superare il blocco ai suoi finanziamenti imposto da Victor Orbán (ci hanno pensato gli elettori ungheresi) ma non ha la forza e l’unità per sostituire la ritirata americana. Gli ucraini si difendono con coraggio, in una condizione che sfiora la solitudine. Putin, che lancia sempre meno proclami e che deve fronteggiare il malcontento determinato dalla situazione economica, dalle centinaia di migliaia di morti, dalla repressione interna, va avanti testardamente senza alcun segnale di apertura al dialogo. Eppure ha ragione lei: quattro anni non gli sono bastati a raggiungere i suoi obiettivi nonostante i cantori, anche italiani, della sua invincibile potenza. Ma se non arriva un cambiamento da Mosca è molto difficile che qualcosa di buono possa accadere. Nei mesi passati si poteva sperare nella pressione americana ora non più. La resistenza dell’Ucraina e l’azione di qualche leader influente verso Mosca, come il cinese Xi, sono le uniche speranze a cui aggrapparsi. Perché questa guerra deve finire al più presto.

27 aprile 2026

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