Rugby, per gli inglesi una sconfitta più amara di un tè
La sconfitta della nazionale di rubgy da parte degli Azzurri nel Sei Nazioni, la prima nella storia, ha innescato in Inghilterra un dibattito esistenziale. «Chi siamo se anche l’Italia ci batte?»
Guerra in Iran, le ultime notizie in diretta
Rugby, per gli inglesi una sconfitta più amara di un tè
Paola De Carolis | 9 marzo 2026La sconfitta della nazionale di rubgy da parte degli Azzurri nel Sei Nazioni, la prima nella storia, ha innescato in Inghilterra un dibattito esistenziale. «Chi siamo se anche l’Italia ci batte?»
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Un’umiliazione, secondo il Times. Una disfatta, per il Telegraph. La sconfitta della nazionale di rubgy da parte degli Azzurri nel Sei Nazioni, la prima nella storia, ha innescato in Inghilterra un dibattito esistenziale. «Chi siamo se anche l’Italia ci batte?» ha chiesto un ascoltatore nell’ambito di un programma radiofonico della Bbc, facendo eco ad articoli sullo stesso tema apparsi sulla stampa anglosassone. Tanti elogi alla squadra vincitrice, tante domande sugli sconfitti. Lo sport, d’altronde, è così. Può essere considerato la massima espressione di un momento propizio o arrivare a rappresentare tutto ciò che va male nel mondo. Lo sa chi ha seguito le olimpiadi di Milano-Cortina incollato al televisore così come lo sanno i tifosi che in ogni partita di calcio leggono molto più del risultato finale.
Per l’Inghilterra, e tutto il Regno Unito, è un momento particolare. Il primo ministro Keir Starmer ha più successo sul piano internazionale che in patria, dove il suo approccio privo di spettacolo e tutt’altro che allergico alla possibilità di cambiare idea non gli sta procurando i consensi sperati. La guerra in Iran sta incrinando la relazione speciale con gli Usa, o così almeno dice Donald Trump, e inasprendo la crisi del costo della vita. La famiglia reale, per tanti irrilevante ma pur sempre un simbolo del paese, è ammaccata dallo scandalo di Andrea e delle voci sempre più insistenti che chiedono maggiore trasparenza sulla loro ricchezza. I ragazzi freschi di laurea faticano a trovare lavoro, lo stipendio medio non basta per vivere bene. Una società tradizionalmente liberale, infine, si trova scossa da un dibattito sempre più intollerante sull’immigrazione che, con il Reform di Nigel Farage, è arrivato a chiedersi se un cittadino originario di un altro Paese possa veramente definirsi British (cosa che il mese scorso ha portato l’ex primo ministro Rishi Sunak a rispondere di considerarsi inglese, britannico e British-Asian, e di non vedere in tutto ciò alcuna contraddizione). Lo sport non può alleviare i problemi del mondo, ma sa regalare un momento di orgoglio nazionale. Forse il Regno Unito ne ha bisogno quanto l’Inghilterra del rugby.
9 marzo 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Editoriali e commenti di oggi di Federico FubiniSiamo alla Prima guerra diffusa
Lunedì 9 marzo 2026 di Paola De CarolisRugby, per gli inglesi una sconfitta più amara di un tè
Lunedì 9 marzo 2026 di Paolo Di StefanoMa i bambini morti non sono guerrieri
Lunedì 9 marzo 2026 di Massimo GaggiLe scelte azzardate di Trump
Lunedì 9 marzo 2026 di Luciano ViolanteGiustizia, troppe le parole in libertà
Domenica 8 marzo 2026 di Sebastiano MaffettonePesi e misure per giudicare una guerra
Domenica 8 marzo 2026 LEGGI TUTTIGli approfondimenti e gli editoriali sui principali temi di attualità, politica, economia e costume curati dalle firme più prestigiose del Corriere della Sera. Scopri opinioni e commenti sui fatti del giorno.
Le Newsletter del Corriere, ogni giorno un nuovo appuntamento con l'informazione
Riceverai direttamente via mail la selezione delle notizie più importanti scelte dalle nostre redazioni.
Iscriviti