Norbert Niederkofler, il futuro dopo MasterChef: «Il ristorante a Venezia e il sogno di continuare a fare tv»
Corriere della Sera - Cultura

Norbert Niederkofler, il futuro dopo MasterChef: «Il ristorante a Venezia e il sogno di continuare a fare tv»

Domenica 8 marzo 2026
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Lo chef stellato: «Voglio trasmettere la mia filosofia, di un mangiare sano e sostenibile, una cucina salva sprechi e attenta al territorio»

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Norbert Niederkofler, il futuro dopo MasterChef: «Il ristorante a Venezia e il sogno di continuare a fare tv»

di Francesca Negri

Lo chef stellato: «Voglio trasmettere la mia filosofia, di un mangiare sano e sostenibile, una cucina salva sprechi e attenta al territorio»

«La tv? La farei volentieri, soprattutto per diffondere la mia filosofia». Ci ha preso gusto Norbert Niederkofler, lo chef altoatesino 3 Stelle Michellin e 1 Stella verde all’Atelier Moessmer di Brunico, ventesimo nella classifica mondiale dei 50 Best Restaurants. È stato lui il super ospite dell’ultima puntata di MasterChef Italia edizione numero 15, andata in onda il 5 marzo e che ha decretato vincitore il 24enne brianzolo Matteo Canzi. Prima di affrontare l’«Invention test» più ambito del programma – quello in cui ogni finalista prepara un intero menu per i giudici Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli – i quattro concorrenti rimasti hanno dovuto affrontare un’ultima prova: una Mystery Box proposta proprio da Niederkofler, una nuova prova in cui dimostrare di aver compreso cosa voglia dire cucinare in modo sostenibile, realizzando uno dei piatti che meglio rappresentano la filosofia culinaria del cuoco altoatesino, ovvero «Cook the mountain».

Niederkofler, come è stata l’esperienza a MasterChef?
«Era luglio scorso... alla mia età faccio anche fatica a ricordare… A parte gli scherzi, è sempre bello e interessante partecipare a programmi del genere, la qualità dei concorrenti è molto alta, anche se ogni tanto esagerano: del resto, in finale ti giochi tutto. MasterChef Italia è una delle edizioni più forti a livello mondiale, assieme all’Australia: è stato fatto un grandissimo lavoro sulla qualità».

Nella sua Mystery Box l’ingrediente principale era il pesce gatto, come mai?
«È un pesce che usiamo tanto, viene allevato vicino a Termeno utilizzando l’acqua di un allevamento idroponico. Questo corrisponde perfettamente alla filosofia “Cook the mountain” e di Atelier Mossmer. Il piatto che dovevano preparare aveva anche ingredienti come il fieno, il kefir, i semi di finocchio, il Graukäse… Volevamo rendere complicata la sfida, ma i concorrenti sono stati bravi. Chi guarda questa trasmissione deve capire che per loro c’è un bello stress, e anche i tre giudici contribuiscono a metterli sotto pressione».

Le è venuta voglia di fare il giudice a MesterChef? O magari qualcosa di nuovo in tv?
«La voglia di fare tv c’è già da tanto tempo, il problema è che siamo molto lontani da Milano e io voglio anche essere presente al ristorante. La televisione mi interessa in primis per poter trasmettere la mia filosofia, di un mangiare sano e sostenibile, una cucina salva sprechi e attenta al territorio».

Nell’attesa, per lei sta per partire una nuova avventura.
«Sì, tra metà e fine maggio a Venezia aprirò all’interno del lussuoso resort Airelles Palladio, il Villa Frollo by Norbert Niederkofler dove la filosofia sarà “Cook the lagoon”, basata sui prodotti e le vecchie tecniche della laguna. È stato fatto un lavoro pazzesco, è una location unica e io sono in una line up di grandissimi professionisti: Nobu Matsuhisa, Jean-Georges Vongerichten e Cédric Grolet. Insomma, una “figata”».

8 marzo 2026

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