Paralimpiadi, il Mart esplora il racconto della disabilità: «Lascia che tutto ti accada»
Al Palazzo Assessorile di Cles l'esposizione promossa da Gsh e curata da Ceresato. Settanta opere dai Masbedo aToscani e Hartung
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Paralimpiadi, il Mart esplora il racconto della disabilità: «Lascia che tutto ti accada»
di Sara SantoliniAl Palazzo Assessorile di Cles l'esposizione promossa da Gsh e curata da Ceresato. Settanta opere dai Masbedo aToscani e Hartung
Un percorso che invita a riconoscere, nelle pieghe dell’imprevedibile, la complessità e la ricchezza dell’esistenza. È la mostra «Lascia che tutto ti accada», ospitata nelle sale del Palazzo Assessorile di Cles e promossa da GSH Cooperativa Sociale in collaborazione con il Mart di Rovereto. Curata da Giosuè Ceresato e inaugurata sabato, l’esposizione si inserisce nel programma culturale promosso dalla Provincia autonoma di Trento e da Trentino Marketing nell’ambito delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali Milano Cortina 2026. Il titolo prende spunto da un verso del poeta Rainer Maria Rilke: «Lascia che tutto ti accada / bellezza e terrore». Una frase che diventa chiave di lettura dell’intero percorso espositivo, pensato come riflessione sulle possibilità di trasformazione dell’esperienza umana. «Rilke parla di questa oscillazione dell’esistenza tra il bello e ciò che fa paura – spiega il curatore Giosuè Ceresato – e invita ad accogliere la vita nella sua interezza, in cui anche la disabilità diventa terreno di riflessione artistica».
Tra le opere simbolo dell’esposizione, Ceresato indica la scultura Trasmutazioni di Giorgio Conta, scelta anche come immagine della mostra: «Non è un corpo mutilato, ma in trasformazione, una figura che sembra muoversi e che chiede allo spettatore di immaginare come completarla».
La mostra segna anche la conclusione delle iniziative per i trentacinque anni di Gsh Cooperativa Sociale, attiva nelle Valli del Noce nei servizi per la disabilità. «Nel corso del 2025 abbiamo festeggiato questo traguardo con molte attività e per chiudere il percorso abbiamo scelto un progetto culturale capace di aprire una riflessione sul significato di inclusione – spiega Michele Covi, presidente della cooperativa – le Paralimpiadi parlano di superamento del limite, ma è importante anche riconoscerlo e accettarlo».
Distribuita sui tre piani del Palazzo Assessorile, l’esposizione riunisce circa settanta opere tra dipinti, sculture, fotografie, installazioni, opere grafiche e materiali d’archivio. Tra i nuclei narrativi emerge quello dedicato ad artisti che hanno vissuto direttamente l’esperienza della disabilità: Hans Hartung e Chuck Close, figure centrali della scena artistica internazionale. Hartung continuò la sua carriera anche dopo aver perso una gamba durante la Seconda guerra mondiale; Close, celebre ritrattista americano, sviluppò invece una ricerca segnata anche dalla sua condizione personale. «Fin da giovane soffriva di prosopagnosia, un disturbo che rende difficile riconoscere i volti – spiega Ceresato – ed è interessante che abbia raccontato di essere diventato ritrattista proprio grazie a questa condizione».
Un altro filone è dedicato allo sport, in dialogo con il contesto paralimpico: spiccano le fotografie di Oliviero Toscani sugli atleti e le illustrazioni di Lorenzo Mattotti dedicate al tema delle Paralimpiadi. In questa sezione trova spazio anche un’installazione video del duo Masbedo con protagonista l’alpinista e atleta paralimpico Andrea Lanfri, che utilizza protesi agli arti inferiori: il filmato segue il suo cammino su un sentiero delle Alpi Apuane, restituendo un racconto visivo della sfida e della resilienza.
La mostra propone anche esperienze sensoriali pensate per ampliare il modo di percepire l’arte. Accade ad esempio in un dipinto di Matteo Boato, realizzato con pittura a olio ancora in essiccazione: qui il profumo del colore invade lo spazio; un’installazione di Federico Seppi, composta da cubi di legno rivestiti in foglia di rame, può essere toccata, e il contatto modifica lentamente la superficie metallica. Alcune sculture sono state pensate appositamente per essere esplorate con guanti messi a disposizione dei visitatori non vedenti, tra cui lavori di Giorgio Conta e una ceramica di Andrea Bianco.
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8 marzo 2026
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