Bergamo Film Meeting, l'Europa vista da Holland e i 20 anni del magico «Vento»
Corriere della Sera - Cultura

Bergamo Film Meeting, l'Europa vista da Holland e i 20 anni del magico «Vento»

Domenica 8 marzo 2026
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La programmazione in Auditorium nel giorno dell'8 Marzo. In gara nella mostra concorso anche «Les braises» di Kruithof

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Bergamo Film Meeting, l'Europa vista da Holland e i 20 anni del magico «Vento»

di Federico Fumagalli

La programmazione in Auditorium nel giorno dell'8 Marzo. In gara nella mostra concorso anche «Les braises» di Kruithof

Una scena di «Les braises» di Thomas Kruithof

L’ 8 marzo, al Bergamo Film Meeting il cinema è donna. Per merito, non per cavalleresca concessione all’8 Marzo. L’Auditorium apre alle 9.00, con «Europa Europa» di Agnieszka Holland: opera manifesto dell’autrice polacca, cui sono cari i valori continentali. Un ragazzo ebreo si ritrova, dopo romanzate vicissitudini, a indossare la divisa della gioventù hitleriana. A seguire, stessa sala, è atteso il lungometraggio di debutto di Ildikó Enyedi.  «Il mio XX secolo» è quello di due gemelle, piccole fiammiferaie di Budapest, dalle opposte fortune. C’è feeling tra la regista e i festival fin dalla Camera d’or a Cannes nel 1989. La protagonista del francese «Les braises» di Thomas Kruithof, in gara nella Mostra Concorso (ore 20, Auditorium), si fa travolgere dal movimento dei gilet gialli. Famiglia o ideali? Scegliere è complicato.

Ma il cinema non ha confini né genere. Oggi alle 15, sempre in Auditorium, Giorgio Diritti (designato erede di Ermanno Olmi) celebra insieme al pubblico il ventennale del suo «Il vento fa il suo giro», che dopo avere vinto il Bfm nel 2006 sostò un paio d’anni — fatto memorabile — in programmazione al cinema Mexico di Milano. «Il vento» resta fra i migliori italiani del secolo XXI e, battezzato a Bergamo, rientra nelle dediche che il 44° Bfm indirizza per i 50 anni di Lab80, fratello maggiore altrettanto cinefilo.

A proposito di cinefilia. Dopo «Dov’è la casa del mio amico?» che ieri ha aperto l’omaggio ad Abbas Kiarostami — sala non piena, complici forse la bella giornata e l’Atalanta — oggi si replica con «Sotto gli ulivi» (poco dopo le 17, in Auditorium), metacinema iraniano classe 1994.

In attesa del biografico, ancora inedito in Italia, «Franz» della Holland (al Bfm sabato 14, sarà distribuito a maggio), stamattina un letterario Kafka d’annata: «Il processo» diretto da Orson Welles, interpretato da Anthony Perkins (9.15 in Sala dell’Orologio). Il film del 1962 ha un clamoroso cast «umano» (Jeanne Moreau e Romy Schneider, Elsa Martinelli e Arnoldo Foà) e il prologo animato in pinscreen, firmato dai maestri Alexeieff – Parker che il festival celebra con tutti gli onori.

Se l’animazione sa essere «da grandi», come nel Welles kafkiano, domani inizia Kino Club. La ricca sezione ha il quartier generale al Cinema del Borgo. Si rivolge ai più piccoli, ma non in esclusiva. Il cinema non ha confini, non ha genere, non ha età.

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8 marzo 2026

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