Enrico Baj, il polimorfo: alla galleria l’Incontro di Chiari circa sessanta opere dell’artista milanese
Corriere della Sera - Cultura

Enrico Baj, il polimorfo: alla galleria l’Incontro di Chiari circa sessanta opere dell’artista milanese

Domenica 8 marzo 2026
3 visualizzazioni

Scomparso nel 2003, è noto per i suoi totem, collage polimaterici, caustici personaggi

Guerra in Iran, le ultime notizie in diretta |  «Ferito il figlio di Khamenei». Bombe su depositi di petrolio a Tehera

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Enrico Baj, il polimorfo: alla galleria l’Incontro di Chiari circa sessanta opere dell’artista milanese

di Ilaria Bignotti

Scomparso nel 2003, è noto per i suoi totem, collage polimaterici, caustici personaggi

Ci sono realtà, alle porte di Brescia, che vanno segnalate. Una di queste è decisamente la Galleria L’Incontro di Erminia Colossi, che con serietà e determinazione, da oltre quarant’anni, propone mostre di grandi maestri del XX secolo, lavorando «di fino» con i rispettivi archivi e fondazioni, selezionando opere con attenzione e originalità, e proponendo allestimenti curatoriali. Questa è la volta dell’incandescente e polimorfo Enrico Baj, tra i più eclettici e radicali rappresentanti dell’arte italiana della seconda metà degli anni Novanta, capace di transitare da opere cariche di materiali, collage e oggetti destinati a immaginare personaggi fantastici e caustici, al mondo del teatro con peculiare attenzione al surrealismo politico. E come dimenticare, a Campo Urbano a Como, il finto «Colpo di stato» messo in scena da Baj, il 21 settembre 1969?

La sua indagine interviene con veemenza da sempre nel panorama culturale del nostro paese, senza timidezza di approdare a, e salpare da, linguaggi e forme incredibili. Nella mostra a Chiari, che ha aperto lo scorso 28 febbraio circa sessanta opere raccontano di Baj dagli anni Sessanta al Duemila, articolandosi in sette sezioni: Specchi, Tele grezze, Totem, Maschere, Guermantes, Feltri e Multipli. All’inaugurazione erano presenti la signora Cerini Baj e il critico Luca Bochicchio, che nel testo che accompagna la mostra evidenzia i molti volti di Baj, tuttavia «sempre riconoscibili e, senza sottovalutarne l’originalità sperimentale, sempre coerenti a una certa linea poetica, quella dell’immaginazione, dell’ironia, del polimaterismo, dell’antropomorfismo». 

Con la serie degli Specchi, avviata già diversi anni prima, appare per la prima volta nell’opera di Baj l’allusione esplicita a un io frammentato: sono personaggi eredi degli Ultracorpi nucleari, «tra emulsioni, smalti, atomi, spirali e abbozzati esseri larvali». A questi si affiancano altri «personaggi stupiti e colorati: una folla di Totem e di Maschere, su basi di legno grezzo, dipinte con segni essenziali, coloratissimi, tatuati e agghindati con parrucche, orpelli, accessori: nati negli anni Novanta, rappresentano la società di massa che lascia il posto all’individualismo e all’aggregazione tribale». Nel ciclo dei Feltri, che cronologicamente chiude la serie di lavori presentati in questa mostra, Baj evolve la vena letteraria «in sognanti costellazioni ibride e neo-mitologiche, accentuate dal calore del materiale scelto, la lana, dipinta e completata dal collage... tra il sogno e l’incubo, come nuove aggregazioni di segni scomposti, alla ricerca di nuove unità e integrità».

La mostra, aperta fino al 30 aprile è ad ingresso libero. Tutte le informazioni su www.galleriaincontro.it.

Vai a tutte le notizie di Brescia

Iscriviti alla newsletter di Corriere Brescia

8 marzo 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Controlli in Valcamonica, i carabinieri identificano due tunisini irregolari

La perquisizione a Darfo Boario Terme su disposizione della Procura

LA PRIMA PAGINA DI OGGI

Condividi questo articolo