Bergamo Film Meeting, da oggi al 15 marzo: 170 titoli dall’Iran di Kiarostami all’Europa dei conflitti di Holland
Si apre la 44esima edizione con proiezioni nelle sale di piazza della Libertà e in galleria piazza Sant'Anna
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Bergamo Film Meeting, da oggi al 15 marzo: 170 titoli dall’Iran di Kiarostami all’Europa dei conflitti di Holland
di Federico FumagalliSi apre la 44esima edizione con proiezioni nelle sale di piazza della Libertà e in galleria piazza Sant'Anna
Con sensibilità e lungimiranza, la 44esima edizione del Bergamo Film Meeting tasta il polso almondo. E non lo trova in buona salute. I film non risolvono niente. Ma provano ad alimentare riflessioni e discussioni. Non è semplice, non è poco. Sono oltre 170 i titoli, tra corti e lungometraggi, in programma da oggi al 15 marzo.
L’Iran di Abbas Kiarostami (omaggio al maestro, a dieci anni dalla morte), l’Europa dei conflitti e dei diritti della polacca Agnieszka Holland (retrospettiva), il filtro morale e ambientalista dell’ungherese Ildikó Enyedi («Europe, Now!»), gli Usa quando ancora erano la terra dell’abbondanza di eroi e di divi (come Tony Curtis, protagonista della sezione «Cult Movies»). Non sono solo canzonette. Il non edulcorato documentario «Padrone e sotto» di Roberto C. è ambientato a Napoli, fra «le classi subalterne, senza denaro e istruzione». È l’unico italiano in concorso. «Per sempre sì» è uno slogan che nemmeno i cartoons praticano più.
Lo dimostrano le proposte di «Cinema d’animazione» e «Kino Club», capaci di fare i conti con la cronaca («The Tower», «recitato» da pupazzi, è ambientato in un campo profughi) e la Storia (i corti dello slovacco Viktor Kubal, sonorizzati dal vivo dal «pinguino tattico» Elio Biffi).
Anche far ridere non è semplice e non è poco. Bfm convoca fuoriclasse. Louis de Funès (omaggio), Benigni e Troisi («Non ci resta che piangere» sottotitolato per non udenti), ancora Curtis («A qualcuno piace caldo»). Esistono anche paure non di questo mondo, che si sciolgono al sorgere del sole. La tradizionale Fantamaratona notturna, cade quest’anno di venerdì 13. All’horror nordico d’annata «Lake of the dead» segue, appunto, il mitico «Venerdì 13».
Le direttrici Fiammetta Girola e Annamaria Materazzini puntano «non solo sulle scelte artistiche, la bellezza di un festival come Bergamo Film Meeting sta anche nella possibilità di vedere film di ogni epoca, sul proprio supporto originale o nella migliore versione in 4K». Le sale di proiezione sono le due CULT! di piazza della Libertà (Auditorium e Sala dell’Orologio) e il Cinema Teatro del Borgo in galleria piazza Sant’Anna.
Oggi si comincia.Apre la Mostra Concorso il belga «L’étrangère» di Gaya Jiji, sulla fuga di una giovane madre dalla Siria a Bordeaux (Auditorium, alle 20). Mentre lo spagnolo «Supernatural» di Ventura Durall, sulla controversa figura di uno sciamano, è il primo dei 14 doc di «Visti da vicino» (Sala dell’Orologio, ore 18). L’altro documentario della prima giornata è l’austriaco «To close your eyes and see fire» di Nicola von Leffern e Jakob Carl Sauer. Del 2024, il film testimonia l’interminabile dramma bellico di Beirut (Sala dell’Orologio, 20.15).
«Europe, Now!» accoglie «Little Tony» dell’olandese Alex van Warmerdam, zeppo di humor nero (16.15, Orologio) e il doloroso «Corpo e anima» di Enyedi, Orso d’oro a Berlino (Auditorium, poco dopo le 17). Preceduto dal corto animato «Une nuit sur le mont chauve» (1933), pezzo di bravura di Alexander Alexeieff e Claire Parker, alle 15 in Auditorium c’è «Dov’è la casa del mio amico?». L’opera di poesia neorealista del grande iraniano Abbas Kiarostami è il primo capolavoro (accertato dal passare degli anni, il film è del 1987) del 44esimo Bfm. Ne arriveranno altri, conclamati, di Kiarostami («Il sapore della ciliegia») e non («Cronaca di un amore» di Antonioni, «I dannati di Varsavia» di Wajda, «Non desiderare la donna d’altri» di Kieslowski). In attesa che il tempo certifichi altri film, recenti e bellissimi, come altrettanto imprescindibili. Potrebbe succedere a «Silent Friend» di Enyedi come a «Franz» di Holland. Il festival propone entrambi, in anteprima italiana.
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