Pablo Echaurren e Paolo Canevari: due mostre a Brescia dimostrano che l’arte è linguaggio pubblico
Una è allestita in via Bezzecca, l’altra (antologica) al Mo.Ca
Guerra in Iran, le ultime notizie in diretta
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Pablo Echaurren e Paolo Canevari: due mostre a Brescia dimostrano che l’arte è linguaggio pubblico
di Redazione culturaUna è allestita in via Bezzecca, l’altra (antologica) al Mo.Ca
Durissime, potentissime, etiche fino al midollo. Due mostre a Brescia, entrambe sino al 19 aprile, dimostrano che l’arte è – ancora – atto politico, linguaggio pubblico: si tratta di due esposizioni personali, una allestita in uno spazio privato, la Galleria dell’Incisione di via Bezzecca, dedicata a Pablo Echaurren (1951), l’altra è la grande antologica di Paolo Canevari (1963), allestita negli spazi pubblici del Mo.Ca di Via Moretto 78.
Entrambe a ingresso gratuito, cadono in un momento storico drammatico che vede nuovamente in gioco equilibri di geopolitica internazionale: gli artisti rispondono con opere esatte, realizzate nel corso di una carriera pluridecennale.
Quella dedicata a Echaurren si intitola Wall of Memories, è formata da una trentina di collage realizzati tra gli anni Novanta e oggi: immagini e parole si contaminano, ponendo in evidenza riflessioni sulla violenza e sulla libertà, sul metodo e sulle strategie di controllo del potere. Echaurren lo fa attraverso il collage, strumento di trasformazione plastica e critica dei linguaggi, fil rouge della sua intera ricerca e pratica ibrida per eccellenza, dando vita a complessi palinsesti che chiamano in causa la stratificazione del tempo e della memoria, mescolando fumetti, santini, francobolli, tavole anatomiche, slogan politici e sportivi, in un pastiche aggressivo e risonante. Ne scaturisce una fusione tra alto e basso che è la cifra stilistica del suo intero lavoro.
Nato una decina di anni dopo Echaurren è Paolo Canevari che al Mo.Ca porta per la prima volta a Brescia le sue installazioni di grandi dimensioni: si intitola Tutti giù per terra la mostra muscolare e rigorosa, curata da Ilaria Bignotti e Camilla Remondina, che inchioda lo spettatore davanti a maestosi a paesaggi fatti di bandiere americane sdrucite e gomme usurate, a tableau vivant dove una performer indossa un abito di camere d’aria e riflette sui gesti e le pose del potere, a stanze invase da settimanali d’epoca che raccontano dei fatti e dei misfatti della storia; se queste sono le suggestioni delle grandi opere nell’Appartamento nobile – ci chiude e apre lo sguardo una enorme forca dove pende un copertone, e un grande pneumatico conficcato tra la soglia di uscita e di accesso, che l’artista chiama: Mamma – nello spazio espositivo neutro adiacente Canevari distilla i suoi paesaggi dipinti con olio esausto, i suoi monoliti di camere d’aria, i suoi libri imbevuti di nero e ancora piccole costellazioni di perle e gomma. Un paesaggio di simboli apparsi e rinnegati, che ci chiama a riflettere sulla nostra storia, una storia di immagini e di negazioni, di potere e di violenza. Senza gridare. Ma senza nemmeno darci spazio di fuga. (info: www.incisione.com; www.morettocavour.com).
Vai a tutte le notizie di Brescia
Iscriviti alla newsletter di Corriere Brescia
7 marzo 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Brescia, 48enne arrestato in flagranza per estorsione
L'uomo, incensurato, è stato condotto alla Casa Circondariale di Brescia
LA PRIMA PAGINA DI OGGI