Sulla pelle dei bambini
Sulla pelle dei bambini
di Massimo Gramellini | 7 marzo 2026I tuoi preferiti
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Come se non bastasse quella che sta incendiando il mondo, in Italia ci siamo costruiti la nostra piccola guerra. Alludo alla deriva assunta dal caso della cosiddetta «famiglia nel bosco», con gli assistenti sociali che detestano la madre asociale, la madre che li ricambia cordialmente (si fa per dire), il tribunale che costringe i tre bimbi a cambiare di nuovo casa pur di allontanarli dalla genitrice e la presidente del Consiglio che interviene per criticare la decisione.
Non so chi abbia ragione, ma so che hanno tutti torto.
La vicenda giudiziaria è ormai solo un pretesto per combattere una battaglia culturale sui rapporti tra Stato e famiglia e un’altra, politica, che riguarda il referendum imminente. Il tutto sulla pelle di tre bambini.
Sembra di essere precipitati dentro una chat di leoni da tastiera: nessuno mette in gioco le proprie granitiche certezze. Così una storia che, con un briciolo di flessibilità reciproca, si sarebbe potuta e dovuta aggiustare in una settimana ha finito per trascinarsi oltre il tollerabile, con un progressivo irrigidirsi delle posizioni. E l’irrigidimento produce sempre crudeltà.
I protagonisti sono talmente presi dal loro punto di vista da avere perso di vista l’unico che conta: quello dei bambini. Facciamo giustamente la morale ai padroni del mondo perché ignorano l’arte del dialogo e poi, nel nostro boschetto, ci comportiamo allo stesso modo: mostrando i muscoli travestiti da princìpi, nella convinzione assurda che contino più delle persone.
7 marzo 2026, 06:30 - modifica il 7 marzo 2026 | 06:33
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