Voto alle donne, il «Corriere»: gli anniversari su «la Lettura» (già nell'App)
Corriere della Sera - Cultura

Voto alle donne, il «Corriere»: gli anniversari su «la Lettura» (già nell'App)

Venerdì 6 marzo 2026
3 visualizzazioni

Sul nuovo numero il ricordo delle prime elettrici alle amministrative del marzo 1946. La copertina da collezione è firmata da Mimmo Paladino

Guerra in Iran, le ultime notizie in diretta

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Voto alle donne, il «Corriere»: gli anniversari su «la Lettura» (già nell'App)

di Jessica Chia

Sul nuovo numero il ricordo delle prime elettrici alle amministrative del marzo 1946. La copertina da collezione è firmata da Mimmo Paladino

Una donna al voto nel 1946

Centocinquanta e ottanta. Sono gli anni che in questo mese di marzo compiono due anniversari storici che, per ragioni diverse, hanno attraversato la storia del nostro Paese. È la sera del 5-6 marzo 1876 quando gli strilloni annunciano, in piazza della Scala a Milano, il nome di una testata appena nata: il «Corriere della Sera», che venderà subito tremila copie e poi andrà in ristampa.

È invece il 10 marzo 1946 quando per la prima volta un decreto in Italia permette alle donne di votare e di essere elette. La storia del quotidiano di via Solferino e quella del primo voto alle donne s’incontrano nel giugno di quel 1946 in una fotografia di Federico Patellani — rimasta nella storia — che immortala il volto di una giovane donna, Anna Iberti, incorniciata dalla prima pagina del «Corriere» che annuncia: «È nata la Repubblica italiana».
Il nuovo numero de «la Lettura», #il 745 sabato 7 marzo in anteprima nell’App e domenica 8 in edicola, si apre con sei pagine dedicate agli ottant’anni dal suffragio universale in Italia e ai diritti femminili, traguardo che cambiò la storia sociale del nostro Paese.

LEGGI ANCHE

In Italia il suffragio universale fu introdotto dal decreto Bonomi il 1° febbraio 1945, che stabiliva che tutte le donne con la maggiore età (21 anni) potessero votare. A consentire che potessero essere anche elette fu un secondo decreto, il n. 74 del 10 marzo 1946. In quella data le donne votarono, effettivamente, per la prima volta: accadde durante la tornata delle elezioni amministrative, che si svolse tra marzo e aprile (e un altro turno in autunno). Il 2-3 giugno 1946 si votò al referendum su monarchia o repubblica, e fu eletta la Costituente (con 21 donne su 556 membri).

Nell’inserto, la battaglia per il voto è ripercorsa da Michaela Valente che recensisce il saggio degli storici Mario Avagliano e Marco Palmieri, Voto alle donne! La storia di una battaglia, dalle suffraggette alla Costituente (Einaudi). Mentre Alessia Rastelli intervista Giovanna Porcu, sindaca di Orune (Nuoro), Comune in cui il consiglio eletto alle amministrative del 1946 scelse la consigliera comunale Margherita Sanna come sindaca, tra le prime undici d’Italia.

Il giorno del voto, e quelli che seguirono l’annuncio della Repubblica, sono ricordati in un’intervista su «la Lettura» da Lea Gariazzo — 102 anni il prossimo 29 marzo — che ottant’anni fa votò a Biella all’età di 22 anni. Di quel giorno, racconta che inforcò la sua bicicletta, la stessa con cui aveva fatto la staffetta partigiana nella 50ª brigata Garibaldi Nedo, e raggiunse i suoi amici per recarsi alle urne. Quando poi la Corte di Cassazione proclamò i risultati del referendum (12.717.923 voti favorevoli alla repubblica e 10.719.284 favorevoli alla monarchia), Lea corse in bici intorno a Ponderano (Biella), il luogo dov’è nata e dove ha passato tutta la vita, per festeggiare quella vittoria.

Oltre alla storia di Gariazzo, è raccontata quella di un’altra partigiana centenaria, Paola Del Din, prima donna a compiere un lancio di guerra come paracadutista in Italia, che nel 1946 votò monarchia.
Chiude questo approfondimento un testo di Alessandra Sarchi sulla violenza contro le donne nei posti di lavoro, che nasce in occasione della campagna Unite, organizzata da scrittrici, giornaliste e altre donne del settore culturale.

Nelle pagine finali del numero prosegue l’iniziativa sui 150 anni del nostro quotidiano: dopo avere esplorato, in gennaio, il rapporto tra il «Corriere» e l’arte (4), la storia (11), i vincitori di Nobel che sono stati firme del giornale (18), la figura del direttore Luigi Albertini (25); e, in febbraio, l’avvento del fascismo (1°), la satira con l’intervista al vignettista Emilio Giannelli (8), il rapporto con gli scrittori (15), l’intervista a Giulia Borgese, prima giornalista assunta dal quotidiano (22) e il «Corriere» e le guerre (1° marzo); ora Pierluigi Panza ripercorre il rapporto tra il quotidiano e la musica classica (materiali disponibili nella sezione archivio dell’App). Il Tema del Giorno, l’extra solo digitale dell’App, sabato 7 marzo è un estratto dal libro dell’astrofisica Emma Chapman, La prima luce (traduzione di Marco Casareto, Adelphi).

La copertina speciale di Mimmo Paladino

Per celebrare i 150 anni del «Corriere» «la Lettura» propone una serie di copertine da collezione firmate da noti artisti. Questa settimana, la cover del numero #745 è firmata da Mimmo Paladino, gigante dell’arte italiana e internazionale, che ha preso la prima pagina del primo numero del «Corriere» del 1876 e vi ha sovrapposto uno dei suoi volti. Accanto, una porta si «apre» sulla notizia. Da 150 anni.

6 marzo 2026 ( modifica il 6 marzo 2026 | 20:39)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

«L’Arca», l’opera di Ivan Tresoldi realizzata con i resti del naufragio di Cutro per Emergency

Il 14 dicembre l’inaugurazione, a Milano, nella sede della Ong fondata da Gino Strada - di Jessica Chia /CorriereTv

Condividi questo articolo