Matteo Grandi chiude il bistrot di Caffè Garibaldi, Signorvino pronto a subentrare nella gestione del locale di Vicenza
Vicenza, accelerano le trattative per lo storico locale in piazza dei Signori. Lo chef stellato Grandi: «Per il ristorante ci sono altre idee e altre proposte»
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Matteo Grandi chiude il bistrot di Caffè Garibaldi, Signorvino pronto a subentrare nella gestione del locale di Vicenza
di Antonino PadoveseVicenza, accelerano le trattative per lo storico locale in piazza dei Signori. Lo chef stellato Grandi: «Per il ristorante ci sono altre idee e altre proposte»
Matteo Grandi e, a destra, il Caffè Garibaldi di Vicenza
Signorvino, la catena di enoteche con cucina che fa capo al gruppo Calzedonia di Sandro e Federico Veronesi, è pronto a gestire la ristorazione dello storico Caffè Garibaldi in piazza dei Signori. Il gruppo, già presente in città con un locale in piazza Matteotti, ha formalizzato una proposta a cui è difficile dire di no alla società che ha in gestione dal 2020 lo storico Caffè. «La prossima settimana sarà decisiva», si lascia sfuggire lo chef Matteo Grandi, che con l’imprenditore Giuliano Castrenze aveva assunto la responsabilità della gestione del Garibaldi nel mese di settembre del 2020, tra la prima e la seconda ondata di Covid.
La trattativa
La trattativa cominciata alcune settimane fa ha avuto un’accelerazione nei giorni scorsi tanto che, ammette lo chef, alcuni dipendenti avevano presentato le dimissioni accettando proposte di lavoro arrivati da ristoranti di alta cucina. Due giorni fa, i lavoratori che si dividono fra il bistrot al piano terra, il ristorante stellato al primo piano e la pizzeria poco distante si sono ritrovati per condividere le preoccupazioni sul clima di incertezza legato alla trattativa. Lo stesso chef ha comunicato la decisione che dal 22 marzo il bistrot chiuderà (anche se sul sito è ancora possibile prenotare pranzi e cene) e i dipendenti rimasti saranno impiegati nella pizzeria che funziona molto bene. Si tratterebbe di una decisione presa in attesa della firma che arriverebbe entro domenica 22 marzo. Signorvino subentrerebbe a Matteo Grandi con la cessione dell’azienda che ha siglato con il Comune di Vicenza il contratto di affitto dello storico Caffè davanti alla Basilica Palladiana, un punto di riferimento anche per la cucina del bistrot: materia prima di altissima qualità ma prezzi più accessibili rispetto allo stellato. E che fine farebbe il ristorante «Matteo Grandi in basilica» che la Michelin aveva premiato dal 2021? Lo chef non lo chiarisce del tutto e si limita a dire: «Con Signorvino la trattativa riguarda solo il Garibaldi, non il ristorante al primo piano. Per quello ci sono altre idee e altre proposte».
Gli ultimi dieci anni
Termina quindi dopo cinque anni e mezzo l’avventura in piazza dei Signori dello chef vicentino di San Bortolo, che si era fatto conoscere al grande pubblico vincendo nel 2013 la prima edizione di «Hell’s Kitchen», un format tv oggi non più in onda condotto da Carlo Cracco. Dopo le esperienze all’estero, Grandi aveva aperto due locali a Verona: Arcole e poi San Bonifacio, dove aveva vinto la stella. Prima di Grandi, alle cucine del Garibaldi c’era un altro talento della cucina berica, Lorenzo Cogo, che aveva trasferito dieci anni fa lo stellato «El Coq» da Marano nel cuore di Vicenza. Ma nel 2020 lo scoppio della pandemia e l’assenza di tanti clienti stranieri, soprattutto americani, aveva portato alla crisi del locale e alla rottura con alcuni soci che lo avevano accompagnato nel progetto. In quel momento subentrò Matteo Grandi, chef che aveva raccontato sui social e al Corriere il suo percorso salutista che lo aveva portato a perdere più di 90 chili in un anno. Questa svolta si vedeva anche nei piatti, che si erano fatti più «spigolosi» e meno rotondi rispetto a prima: lo chef aveva innestato una nuova marcia cucinando con più energia. Questa svolta era stata apprezzata dai clienti abituali del ristorante e aveva attirato anche nuovi ospiti. Ma quel posto in piazza, davanti al monumento del Palladio, faceva troppo gola a una catena radicata come Signorvino, che ha deciso di fare una proposta che è vicina a concretizzarsi.
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6 marzo 2026
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