L'odissea dei voli di rientro dal Golfo Persico: dopo gli appelli disperati, a Orio atterrata anche Big Mama
Ieri arrivati tre aerei di turisti, tra loro anche una coppia di Trescore e la cantante. Ma c'è chi ha deciso di non fare rientro
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L'odissea dei voli di rientro dal Golfo Persico: dopo gli appelli disperati, a Orio atterrata anche Big Mama
di Fabio ParavisiIeri arrivati tre aerei di turisti, tra loro anche una coppia di Trescore e la cantante. Ma c'è chi ha deciso di non fare rientro
C'è anche Big Mama, ultima a destra, tra gli atterrati di ieri a Orio
Hanno visto un cartellone pubblicitario che diceva «finalmente a casa» e non hanno resistito alla foto di gruppo. Alle 15.30 è atterrato a Orio un Flydubai con 172 passeggeri con la stessa odissea di quelli dei giorni scorsi: partenza prevista nel tardo pomeriggio, rinvii continui, ressa in aeroporto, check in all’1, decollo alle 4.50 e poi un lungo scalo al Cairo prima di arrivare in Italia. A bordo c’era la cantante Marianna Mammone, conosciuta come Big Mama, che aveva fatto video drammatici per chiedere aiuto.
E anche una coppia di Trescore: Luciano Caldara e Mara Biava erano rimasti bloccati negli Emirati al ritorno da una vacanza alle Maldive. «Qualcuno comperava biglietti a 1.600 euro, avevamo paura che ci passasse davanti», dice Caldara. Alla stessa ora è arrivato un secondo Flydubai, e un terzo con 174 persone è atterrato in serata.
Nell’area di guerra ci sono ancora 92 turisti italiani in Bahrein, 948 in Qatar, 6.536 negli Emirati Arabi Uniti e 1.386 in Oman. Tra loro c’è Othman El Karrouti, 22 anni, informatico di Sorisole, che il 17 febbraio era andato a visitare l’amico Abib Khouma, di Terno d’Isola, che vive a Dubai. E che non sa ancora come riuscirà a tornare a casa. «Un amico mi aveva avvisato che sarebbero potuti nascere problemi ma pensavo che riguardassero solo Stati Uniti e Iran — racconta —. Avevo deciso di tornare a a Sorisole per festeggiare la fine del Ramadan con la famiglia, intanto sabato ero da un’amica a tavola. Abbiamo sentito un boato che ci ha fatto saltare dalla sedia. Dove c’era un hotel era rimasta solo una nuvola nera. È un suono che senti al telegiornale, ma dal vivo è una cosa che non riesci a concepire, e nemmeno la paura che provoca. Vedevamo i missili che venivano intercettati e le nuvole bianche che provocavano. Siamo scesi nei sotterranei e siamo stati lì quattro ore».
Il ragazzo ha avvisato la famiglia e ha cercato un modo per tornare a casa: «Anche il mio amico vuole rientrare, abbiamo prenotato un volo ma l’hanno annullato. Stanno cancellando il 95% dei voli, è un terno al lotto trovarne uno. Degli amici cercano di andare in altre capitali straniere, niente. Un’amica ha preso un taxi e poi due autobus spendendo 600 euro per arrivare in Oman. È in fila giorno e notte per un volo da 2.500 euro. La Farnesina ci ha appena scritto che c’è un bus per Mascate da 100 euro, ci proviamo. La mia famiglia ha molta paura e qui ci dicono che la situazione peggiorerà».
Ma c’è chi ha deciso ormai che Dubai è casa sua. Paolo Nazzari, 34 anni, di Borgo Santa Caterina, è commerciale di un’azienda high tech: «Dopo i primi giorni la situazione sta tornando alla normalità. Le autorità si sono sempre spese per la mediazione e stanno gestendo bene la situazione. Ho fiducia».
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